Al cuore di Leonardo. Sono due cuori – scultura interpretati dall’estro e dal talento di Gianmaria Bonà, i premi che verranno consegnati il 12 aprile nell’ambito della seconda edizione del “Premio arte e cultura in villa Sormani” a due personaggi straordinari che hanno dedicato al genio di Leonardo un pezzo importante della loro vita.

Si tratta di Pinin Brambilla Barcilon, oggi 94enne restauratrice de “L’ultima cena” e Massimiliano Finazzer Flory, attore e regista, autore di “Essere Leonardo da Vinci, Intervista impossibile a Leonardo”.

Avvicinare Leonardo: due mostre e un premio per celebrare il genio fiorentino

Il premio fa parte del progetto “Avvicinare Leonardo” che intende celebrare il genio fiorentino nel cinquecentenario della sua scomparsa. Il progetto, ideato e promosso da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, l’associazione Pro Monza, Arte&Cultura Villa Sormani e Bellavite Mostre & Eventi, prevede oltre al premio, due mostre nella cappella della Villa Reale a Monza dedicate a Leonardo e ai pittori leonardeschi.

Gianmaria Bonà in breve

Gianmaria Bonà, al secolo Gianmario Bonanomi, classe 1954, è un uomo di poche parole. Artista eclettico e sperimentatore, è affascinato dai materiali: acciaio, ottone, bronzo, paglia, pelle, foglia oro, tutto nelle sue opere ha la cifra dell’originalità. Nel suo laboratorio – officina – galleria di Santa Marià Hoè ci si confronta con un talento naturale, affinato da anni di bottega e sperimentazioni.

Dopo la maturità all’istituto Parini di Lecco, si dedica all’azienda di famiglia “Gemma” che produce album fotografici.  “Potevo sbizzarrirmi con le copertine, con i materiali, i motivi, le decorazioni” spiega.

Intuisce che l’unicità dell’oggetto lo rende prezioso, anche quando si tratta di un accessorio o un complemento d’arredo: progetta lampade artistiche e complementi d’arredo, rigorosamente in pezzi unici, realizza anche borse in cuoio dipinto che sfilano con le collezioni di Lapo Elkann.

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Attratto dalla fisicità dei materiali, passa dagli acquarelli astratti ed aerei, alla pittura gestuale ed approda ora a opere realizzate su lastre di alluminio lavorate con acidi in cui anche la triplice cornice diventa parte dell’opera, moltiplicando i piani e i perimetri del quadro.

Tra le sue intuizioni più interessanti l’utilizzo di paglia macerata e foglia d’oro e argento, il posizionamento di spessori per offrire tridimensionalità alla tela, la seduzioni di linee curve e geometriche, l’alternanza di superfici corrugate e lisce. Tra i suoi soggetti preferiti i cuori, i pesci e la famiglia, la cui interpretazione è sempre sorprende: soggetti universali che richiamano l’universalità dell’arte che, come sottolinea “deve essere fruita da tutti”.

Colori, metalli, acidi, attrezzi da officina, saldatrici: nelle mani di Bonà oggetti quotidiani diventano strumenti d’artista. Come un alchimista sperimenta l’unione di materiali inconsueti: “Sono riuscito a fondere alluminio e ottone, ci ho messo un po’ perché hanno temperature di fusioni diverse, diversi pesi specifici” – dice indicando una scultura cuore in cui i due materiali si uniscono.

Dove si possono vedere le opere

Opere di Bonà sono esposte in gallerie a Brera, a Positano e a Matera. I due cuori scultura saranno donati a Pinin Brambilla Barcilon e Massimiliano Finazzer Flory il 12 aprile, durante la cerimonia di consegna del premio nella cappella di Villa Sormani Marzorati Uva a Missaglia.

Sempre nella cappella sarà possibile assistere all’anteprima della pièce di Flory dedicata a Leonardo, prima della ripresa del tour italiano. Seguirà una cena di gala anch’essa “leonardesca”.