“Lunedì alle ore 14 la forza pubblica si presenterà in via Sant’Albino per buttarlo fuori di casa. Ma da oggi la sua casa è il mio ufficio da Senatore della Repubblica Italiana”. A dirlo è il brianzolo, nonché senatore del Movimento 5 Stelle, Gianmarco Corbetta.

Imprenditore rischia lo sfratto

La casa in questione è quella di Sergio Bramini, imprenditore monzese 71enne, che per molti anni ha lavorato nella gestione rifiuti. La sua azienda – la Icom – è stata costretta a fallire a causa di una serie di mancati pagamenti, per oltre 4 milioni di euro,  da parte degli A.T.O. (ambiti territoriali ottimali) siciliani.

Bramini, dopo aver tentato in tutti i modi di salvare l’azienda e i posti di lavoro dei suoi dipendenti ipotecando anche la propria abitazione, adesso sta per finire in mezzo a una strada. Insieme ai propri familiari.

Crediti stralciati

“Trattandosi di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, in teoria la Icom avrebbe potuto cederli alle banche e recuperare il denaro in sei mesi mesi grazie a un meccanismo istituito dal Governo con due decreti nel 2013 e 2014 – ha spiegato Corbetta. “In realtà lo Stato italiano, in contrasto con l’Unione Europea, non ha riconosciuto gli A.T.O. come pubbliche amministrazioni. Di conseguenza il curatore fallimentare ha stralciato il 90% dei crediti vantati da Icom, equiparando gli A.T.O. a soggetti privati i cui debiti non sono garantiti dallo Stato”.

Lunedì lo sfratto

“Alla fine” prosegue Corbetta “chi ci rimette è l’imprenditore Bramini”.

La sua abitazione, infatti, è stata messa all’asta e lunedì 16 aprile alle 14 è previsto lo sgombero. Uno sgombero che, dalle ultime dichiarazioni del senatore pentastellato, potrebbe non avvenire. Corbetta ha infatti deciso di istituire nella struttura il suo ufficio e il suo domicilio di parlamentare, a cui la Costituzione riconosce un diritto di inviolabilità.

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Il senatore grillino trasloca

Ci sarà quindi anche Corbetta lunedì alle 14 al sit-in organizzato da Bramini presso la sua abitazione, dove sono attese centinaia di persone. “Riceverò insieme a lui le autorità che si presenteranno per effettuare lo sgombero – ha concluso – e comunicherò loro che, nel rispetto dell’inviolabilità del mio domicilio di parlamentare, lo sgombero non potrà essere eseguito.”

Interviene anche la Lega

Sulla vicenda di Bramini sono intervenuti in queste ore anche i senatori leghisti Emanuele Pellegrini e Massimiliano Romeo,  dall’onorevole Andrea Crippa e dal consigliere regionale Alessandro Corbetta che hanno scritto una lettera al Prefetto di Monza  chiedendo di rinviare lo sfratto. Questo per “Permettere un decoroso e doveroso percorso che consenta a lui e alla sua famiglia di non perdere quella dignità che ogni cittadino deve poter mantenere sempre”.

Gli esponenti leghisti fanno sapere che lunedì dalle ore 13 saranno a fianco di Sergio Bramini per dare il massimo supporto umano alla vicenda dell’ex imprenditore.

“La vicenda di Bramini – spiegano Pellegrini, Romeo, Crippa e Corbetta – è vergognosa: siamo di fronte a un sistema che prima non paga i propri debiti agli imprenditori e poi li costringe a fallire, non facendosi scrupoli a sfrattare persone perbene dalla propria casa. Vorremmo vedere questa determinazione da parte degli organi dello Stato – concludono i leghisti – nello sfrattare gli abusivi e i clandestini che occupano le case popolari sul nostro territorio e non certo le famiglie oneste”.