Brianza più smart? Ecco come muoversi. Ieri in Villa Reale a Monza il secondo appuntamento con Brianza Innovation Day.

Brianza più smart

Ieri pomeriggio in Villa Reale la seconda tappa aperta al pubblico del percorso di innovazione territoriale, che trasformerà la Brianza in un modello di sviluppo 4.0, unico In Italia.

L’evento, promosso da RetiPiù – l’utility del Gruppo AEB Gelsia attiva nella distribuzione del gas metano e dell’energia elettrica su 25 comuni brianzoli – ha visto  protagonisti gli amministratori locali, chiamati ad accogliere una nuova sfida insieme alla loro utility locale.

“Brianza Innovation nasce nel 2018 dall’esigenza non solo di approfondire il rapporto con il territorio, ma anche e soprattutto di intercettare e di tradurre in realtà i bisogni della comunità. In un anno di lavoro abbiamo incontrato i principali stakeholder territoriali, i sindaci, ascoltandone le istanze al fine di costruire un modello di sviluppo che fosse il più concreto possibile, cucito sul territorio. Così è nato il modello RetiPiù per una Brianza Smart: una piattaforma integrata di servizi innovativi e sostenibili ai cittadini. RetiPiù non è solo fornitore di reti e di commodity, ma si vuole porre come partner per l’innovazione territoriale e provider di soluzioni avanzate, in ottica 4.0 e smart. E a chiederlo sono i territori e le comunità”, ha  dichiarato  Mario Carlo Novara, presidente di RetiPiù.

La ricerca Swg

Commissionata a Swg da RetiPiù, la survey “Cosa renderà intelligenti le nostre città: il punto dell’Amministrazione Pubblica” si basa su un campione statistico di 106 amministratori locali, tra figure politiche e figure tecniche, dei 55 comuni della Provincia di Monza e della Brianza. Presentata da Maurizio Pessato, vicepresidente Swg, era volta a individuare le opinioni e le aspettative degli amministratori pubblici in materia di innovazione territoriale, nonché a fornire un quadro del sistema dei servizi in Brianza.

Cosa vuol dire innovazione

Innovazione: per il 32% del campione vuol dire innanzitutto implementazioni di servizi migliori per la cittadinanza. Mentre per il 21% lo sviluppo del territorio in chiave smart corrisponde all’ integrazione delle reti e dei servizi. Anche il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione, per il 17% degli intervistati, può portare innovazione tecnologica e culturale;

A livello locale, secondo l’indagine condotta, la diffusione degli smart service non è capillare: il 47% degli intervistati denuncia la presenza di soli 3 o 4 servizi smart, mentre il 28% parla di una presenza pressoché scarsa degli stessi (1 o 2 servizi erogati). Solo per il 19% degli intervistati il comune di appartenenza eroga da 4 a più servizi smart;

Tra i servizi parzialmente sviluppati troviamo quelli digitali e online al cittadino, che risultano i primi nella classifica dei servizi attualmente più diffusi con il 75%. Al secondo posto della stessa classifica, a pari merito con il 60%, troviamo la videosorveglianza e l’efficientamento energetico. Mentre i percorsi pedonali e piste ciclabili si piazzano al terzo posto con il 35%;

Leggi anche:  Brianza Innovation day oggi in Villa Reale

Tra gli intervistati, l’efficientamento dei servizi al cittadino risulta essere il principale vantaggio di un sistema smart, con una percentuale del 62%. Mentre il 47% del campione ritiene che il passaggio a un ecosistema digitale consentirebbe di sprecare meno risorse e di ridurre l’inquinamento. Al terzo posto nella classifica dei vantaggi troviamo, invece, l’ottimizzazione della spesa pubblica con il 37%.

Mancano le risorse

A ostacolare la “trasformazione” della Brianza, secondo il 44% degli intervistati, sono le risorse economiche scarse, poi a seguire le dimensioni ridotte dei comuni (26%) e infine (per il 21%) la scarsa attenzione a tali tematiche da parte delle precedenti amministrazioni. Tra le difficoltà gestionali, il 48% segnala l’assenza di un soggetto unico capace di gestire nel concreto la messa a terra dei servizi. Ma anche la carenza di conoscenza risulta problematica, il 41%, infatti, denuncia la mancanza di professionalità adeguate. E per il 26% la realizzazione di progetti smart è complessa per via dell’iter burocratico.

Che fare ora?

Gli intervistati sono concordi nell’affermare che per poter rendere più smart la Brianza serva una cabina di regia guidata da un soggetto di riferimento capace di coordinare e promuovere l’innovazione a livello territoriale. Il 91% degli stakeholder istituzionali interpellati fa propria questa istanza, soprattutto tra gli amministratori di quei comuni con pochi o sprovvisti di servizi smart. In aggiunta, risulta necessario ampliare l’area di intervento: secondo l’88% del panel alcuni servizi funzionerebbero meglio se organizzati su un ambito territoriale più ampio e non a livello di singolo comune.

Alla domanda sugli elementi più importanti per un futuro smart della Brianza gli intervistati hanno confermato la necessità di una piattaforma unica per garantire ai cittadini l’accesso a tutti i servizi in maniera integrata.

La piattaforma integrata e multiservice “BI Smart”

Il progetto di innovazione territoriale è partito dall’ascolto del territorio. Dal confronto sono emerse le 6 macroaree su cui si investirà: governance, mobilità, urban living, building, sicurezza, waste and water.

La trasformazione della Brianza in una smart area avrà come strumento guida BI Smart, una piattaforma che integra servizi sia al cittadino sia alla pubblica amministrazione e che permetterà a quest’ultima di gestirli in modo diretto e trasparente avendo in qualsiasi momento il controllo e il monitoraggio delle aree di servizio attive. BI Smart aiuterà gli amministratori a conoscere ancora meglio i loro territori e le esigenze dei cittadini.

Tutti i comuni dell’area estesa “Brianza” possono aderire al progetto, e attivare modularmente i servizi di loro specifico interesse.

Ieri, con una tavola rotonda, c’è stata anche l’occasione per ascoltare “La visione dei sindaci” sull’argomento. Approfondiamo il discorso sul Giornale di Monza e sugli altri settimanali del Gruppo Netweek – Giornale di Vimercate, Giornale di Carate, Giornale di Seregno e Giornale di Desio – in edicola e online nell’edizione sfogliabile a partire da martedì 15 ottobre.

TORNA ALLA HOME