Al distaccamento dei Vigili del fuoco di Carate sirene e preghiere per i tre pompieri morti ad Alessandria.

Carate piange colleghi pompieri

Lo struggente suono della sirena in un commovente minuto di silenzio. Come in un abbraccio, che da via Solferino a Carate Brianza è arrivato fino a Quargnento, in provincia di Alessandria, dove lunedì notte tre vigili del fuoco Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo hanno perso la vita nell’esplosione dolosa di una cascina abbandonata fatta saltare in aria con un ordigno rudimentale innescato a distanza.
C’erano tanti volontari in divisa, ma anche tanti ex pompieri in congedo venerdì mattina insieme al responsabile del distaccamento cittadino, architetto Sergio Rossi a commemorare le vittime di una tragedia che ha colpito al cuore tutta l’Italia e la grande «famiglia» dei Vigili del fuoco.

La preghiera e il cordoglio

Al momento di preghiera, guidato dal prevosto don Gianpiero Magni, sono intervenuti anche il sindaco Luca Veggian, il luogotenente Salvatore Vetrugno, comandante della caserma dei Carabinieri e il capo della Polizia locale Alberto Viganò.
Martedì mattina, all’indomani della tragedia, in caserma una donna Rosalba Pessinaha lasciato un mazzo di fiori accompagnato da un biglietto semplice ma carico di significato: «So che le parole sono poca cosa in momenti come questi, ma il mio cuore è con voi. Grazie per il lavoro svolto senza mai un lamento. Non si può morire così. Con tanto affetto».

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In migliaia hanno partecipato ai funerali dei tre pompieri morti nell’esplosione della cascina. Alle esequie nella cattedrale di Alessandria c’erano anche il premier Giuseppe Conte il ministro dell’Interno Lamorgese e il presidente della Camera Fico.

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