Crisi e esuberi: la Sanvito & Somaschini licenzia 18 operai.

La crisi del lavoro morde ancora. Dopo la chiusura dello stabilimento della Canali in via Del Valà sono in arrivo altri diciotto licenziamenti sotto l’albero di Natale, senza nemmeno il ricorso alla cassa integrazione. Una autentica doccia fredda per i lavoratori della «Sanvito & Somaschini», storica azienda che dal 1967 opera in città nella produzione di componenti per il settore automobilistico. Il prossimo 3 gennaio è stato già fissato un incontro con i vertici della azienda che, oltre alla sede di Carate Brianza dove occupa 66 lavoratori, ha un’altra attività produttiva nel comune di Renate dove invece sono occupati, ad oggi, 90 dipendenti.
L’azienda ha dichiarato diciotto esuberi aprendo la procedura di licenziamento collettivo ai quali si aggiungono tre operai con contratto a tempo determinato, che non saranno riassunti.
«In attesa di aprire un tavolo di confronto con la proprietà per capire meglio la situazione – spiegano Gianni Omar Beretti (Fim Cisl) e Mauro Castelli (Fiom Cgil) – chiederemo da subito di cancellare gli esuberi o quantomeno di ridurli al minimo. L’azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo ed è chiaro che sarà doveroso che venga attivato il ricorso agli ammortizzatori sociali per evitare pesanti ricadute».
La notizia degli esuberi è stata un fulmine a ciel sereno: proprio per andare incontro alle esigenze produttive e logistiche della «Sanvito & Somaschini» la Giunta Paoletti, prima della fine del mandato, aveva avanzato alla Provincia una istanza per una variante urbanistica e consentire alla storica ditta caratese di potere ampliare l’attività.

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