Undici defibrillatori donati nel 2016 dalla Banca di credito cooperativo di Carate al Comune sono rimasti per tre anni chiusi e incellophanati dentro un armadio senza mai essere utilizzati.

I defibrillatori vennero regalati nel 2016 dalla Bcc al Comune

La notizia è trapelata nel corso dell’ultima commissione Servizi sociali. Il motivo? La solita assurda burocrazia, che ha portato a un rimpallo di competenze tra gli uffici fino a che la pratica si è arenata. Ora la nuova amministrazione di centrodestra si è attivata e ha già predisposto un progetto per l’installazione. Ma sarà necessario spendere soldi per sostituire le batterie e rimettere in funzione i dispositivi «salvavita».

Una vicenda a dir poco incredibile quella emersa durante la seduta della commissione di giovedì scorso. Relazionando sullo stato di attuazione dei programmi, il funzionario Giovanna Santopolo ha elencato tra gli interventi  «la creazione di un apposito capitolo di bilancio per mettere in funzione i defibrillatori, che necessitano di interventi come la sostituzione delle batterie» oltre alla «pubblicazione di una manifestazione di interesse per trovare un soggetto che si occupi della successiva manutenzione degli apparecchi».

Fin qui l’antefatto, che ha portato alla luce un caso di inerzia amministrativa lungo ben tre anni.
«Quando mi sono insediata come assessore non ero al corrente della situazione. Il tutto è nato da una segnalazione della Protezione civile che mi ha sensibilizzato sull’utilità dei defibrillatori. Allora, rivolgendomi alla struttura del mio assessorato, sono venuta a conoscenza del fatto che negli armadi del Municipio ne giacciono ben undici mai installati», ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Cristina Camesasca.

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La burocrazia e il rimpallo tra uffici

Subito dopo la donazione della Bcc nel settembre 2016, l’ufficio Istruzione del Municipio ha organizzato i corsi di formazione per il personale. Poi la palla passò all’ufficio Lavori pubblici, che aveva il compito di occuparsi dell’installazione dei defibrillatori. Compito che non venne però effettuato finché gli apparecchi, dopo un incredibile rimpallo di responsabilità, passarono sotto la competenza dei Servizi sociali. Senza mai essere installati.

Il sindaco: Fatto grave

«Un fatto gravissimo», commenta il sindaco Luca Veggian (Forza Italia) .«Lo ritengo grave – dice –  sia perché stiamo parlando di dispositivi salvavita che dovrebbero avere la priorità su tutto, sia perché denotano un atteggiamento irrispettoso nei confronti di un istituto (la banca, ndr) che ha generosamente contribuito al bene della comunità. Oggi abbiamo già pronto un progetto per avere a breve una città “cardioprotetta” con l’attivazione di corsi di formazione in convenzione con la Croce Bianca e poi con l’installazione degli undici defibrillatori donati dalla Bcc nelle scuole e negli edifici pubblici ai quali se ne aggiungeranno altri che saranno posizionati in altri punti sensibili e luoghi di aggregazione della città senza aggravi per le casse comunali grazie ad una manifestazione di interesse che abbiamo approntato».

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