Cgil contro i voucher:  domani gazebo in Via Italia e delegazione dal Prefetto. Il sindacato infatti ha deciso di dare il via ad una serie di iniziative per  denunciare il comportamento “arbitrario e illegittimo” del Governo che – dopo aver decretato la fine dei voucher con un decreto al solo scopo di evitare il referendum della CGIL – ripropone lo stesso strumento dentro una manovra finanziaria sulla quale chiederà oggi alla Camera la fiducia.

Cgil contro i voucher

“Un comportamento inusitato e senza precedenti – sostiene Maurizio Laini, segretario generale della CGIL-; una presa in giro per i tre milioni di elettori che avevano firmato per avere una consultazione popolare e uno schiaffo sonoro alla Costituzione  (al suo art.75). Il rispetto della Costituzione diventa opzionale; le regole della democrazia un dettaglio: al di là dei voucher – che continuiamo a ritenere uno strumento gravemente lesivo dei diritti dei lavoratori – sono in discussione le regole democratiche del Paese e la loro esigibilità per tutti. La politica, in questo Paese, pretende in questo modo di fare quello che vuole in barba al parere dei cittadini”.

Gli appuntamenti di giovedì 1 giugno

Domani mattina la CGIL sarà con un gazebo e un folto presidio di lavoratori in Via Italia a Monza, distribuendo volantini contenenti l’appello  del sindacato ai cittadini, alla Corte Costituzionale, al Presidente della Repubblica affinchè il paese intero vigili sull’applicazione delle proprie regole fondamentali. La CGIL promuoverà una raccolta di firme in calce a questo appello: a Monza e nei prossimi giorni in diversi centri della Provincia.

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Incontro con il Prefetto

Nel corso della mattinata di domani, alle 10.30, una delegazione della CGIL sarà ricevuta dal Prefetto della Provincia di Monza e Brianza dottoressa Giovanna Vilasi. “Illustreremo al Prefetto i contenuti e le motivazioni della nostra iniziativa – continua il segretario generale della CGIL – chiedendole di riportare al Governo le nostre fortissime preoccupazioni per la scorrettezza che potrebbe consumarsi nei prossimi giorni. Le segnaleremo come – ancora una volta – è sulla pelle dei lavoratori, sulle questioni relative al lavoro, che si giocano partite politiche assolutamente disinvolte. Lavoro e lavoratori non contano niente…..”.

 

Iniziative nazionali

A livello nazionale – qualora il Parlamento decida di perpetrare lo strappo con la Costituzione – sono pronti un ricorso alla Corte Costituzionale e l’appello al Presidente della Repubblica perché valuti di impedire la promulgazione del testo in conflitto con l’art. 75 della Costituzione. E’ prevista anche una grande manifestazione nazionale, a Roma, il prossimo 17 giugno a Roma.