Chiarezza sulle analisi del terreno commissionate nei giorni scorsi da Pedemonata lungo la Milano – Meda. La chiede il geologo Gianni Del Pero, incaricato dai Comuni di seguire l’iter per la realizzazione della tratta B2 dell’autostrada.

Le perplessità del geologo

All’indomani dei sondaggi e delle analisi effettuati da Pedemontana lungo la Milano – Meda, per valutare ulteriormente gli aspetti geotecnici e la qualità ambientale dei terreni su cui passerà il tratto B2 dell’autostrada, il gelologo di Meda Gianni Del Pero torna a dire la sua. E esprime le sue perplessità sull’intervento di cui i Comuni non erano stati informati.

“Il timore è che si confondano le acque”

“Temiano che queste ulteriori indagini possano modificare lo scenario di contaminazione già definito tre anni fa”: la speranza è che “servano a prevenire la movimentazione di diossina in aree in cui c’è certezza della presenza di diossina”, il timore è che “confondano la situazione piuttosto che chiarirla”. L’auspicio, proprio per questo, è che “i risultati vengano presentati ufficialmente in Regione, perchè tutti gli enti coinvolti possano valutare l’eventuale piano di bonifica sull’area, una volta definito il progetto esecutivo della tratta B2, che oggi ancora non conosciamo”.

Il comitato scientifico di progetto

Del Pero ricorda che “il 7 novembre scorso la Fondazione Lombardia per l’ambiente ha restituito ai componenti del comitato scientifico di progetto, di cui faccio parte insieme ad Antonio Ballarin Denti e Paolo Mocarelli, l’esito dell’indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell’incidente Icmesa”. I risultati delle analisi effettuate sui campioni raccolti in 31 punti di indagine nei Comuni di Seveso, Cesano e Desio, sono stati confrontati con le analoghe misure effettuate per un precedente studio di analisi di rischio elaborato nel 2003 e con i dati acquisiti nel 2016 per conto di Autostrada Pedemontana nelle indagini di caratterizzazione.

Concentrazioni di diossina rilevate confrontabili con quelle delle precedenti indagini

“In estrema sintesi – spiega il geologo – emerge le concentrazioni di diossina rilevate sono confrontabili con quelle delle precedenti indagini e che pertanto è possibile confermare la validità dell’analisi di rischio Fla 2003 e dei relativi ‘scenari’, in funzione delle concentrazioni di diossina rilevata e dei rischi di esposizione misurati in picogrammi equivalenti per perso corporeo alla settimana”. Le conclusioni dell’indagine, che è stata trasmessa a Regione Lombardia per le azioni conseguenti, ripropongono le cautele da adottare – così Del Pero – per la prevenzione del rischio da esposizione residua dell’incidente Icmesa per le varie attività che possono essere svolte nelle aree interessate dalla ricaduta della diossina del 1976″.