La sede centrale ha avvisato la clientela che gli sportelli della banca «Intesa-San Paolo» del quartiere Santa Margherita a Lissone chiuderà presto i battenti.

Chiude la banca, preoccupato il sindaco

Una decisione, quella del più grande istituto di credito italiano, che sta creando non pochi disagi alle 5mila di residenti del rione.

Ho chiesto alla Direzione Generale di banca Intesa-San Paolo di rinviare la chiusura dello sportello bancario di via Mattei, l’unico oggi aperto nella frazione di Santa Margherita – ha tuonato il sindaco Concetta Monguzzi, che si è mossa a tutela delle famiglie del quartiere – L’invito che rivolgo ai vertici dell’istituto di credito è quello di non ragionare soltanto in termini economici e gestionali, ma di mantenere uno stretto contatto con le esigenze della comunità locale.

Il primo cittadino ha preso carta e penna e ha scritto ai vertici dell’istituto e all’Abi, l’associazione bancaria italiana.

Mi faccio interprete delle preoccupazioni degli operatori economici del territorio, dei cittadini e della clientela a fronte di una scelta che rischia di togliere un servizio importante per la comunità e mette in estrema difficoltà il sistema economico e sociale di un’intera collettività – ha continuato, nella lettera, Monguzzi – La filiale ha rappresentato in tutti questi anni un punto di riferimento importante; la chiusura comporterebbe notevoli difficoltà per molti utenti, in special modo i più anziani, che dovrebbero così far fronte ad ulteriori difficoltà per raggiungere la più vicina filiale per usufruire di servizi importanti come quello bancario.

Il primo cittadino ha dato piena disponibilità a un confronto con i vertici della banca per valutare ipotesi alternative alla chiusura, che segue di qualche anno quella della filiale di via Cesare Cantù nella frazione di Bareggia.

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Qualcuno però la pensa diversamente

A storcere il naso sull’intervento a gamba tesa del sindaco Monguzzi è stato il capogruppo della lista civica “Per Lissone oggi” Ruggero Sala.

Il sindaco dovrebbe preoccuparsi anche dei negozi lissonesi che chiudono, non solo delle banche.

Il riferimento è alle tante attività commerciali (specie nel centro storico) che continuano inesorabilmente ad abbassare le saracinesche scegliendo, spesso, di trasferirsi in paesi diversi da Lissone.

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