Cimitero comunale a Monza trascurato, insorgono le vedove che chiedono più rispetto per la memoria dei loro cari.

Degrado al camposanto

“I morti non votano, noi sì”.

Non usa mezzi termini Caterina Oddo Sacchi, residente nel quartiere San Donato, per manifestare il suo sdegno in relazione alle condizioni di degrado in cui versa il cimitero cittadino.

Per il quale già nei mesi scorsi tante erano state le polemiche da parte dei cittadini, relative alla scarsa pulizia dei viali, molti dei quali sconnessi, ai tombini infossati, alla cattiva manutenzione delle statue e soprattutto alle desolanti condizioni dei colombari.

Erba alta e insetti

“A vederlo oggi si stenterebbe a credere che sia lo stesso camposanto di un paio di anni fa – dice la donna – L’erba non viene tagliata da mesi, e in alcuni casi è divenuta così alta da ricoprire anche le tombe e i passaggi pedonali. E poi ci sono zanzare ovunque, specialmente vicino alle fontanelle dell’acqua. Uno spettacolo certo non esaltante, e che sicuramente è poco rispettoso dei defunti”.

La tomba di suo marito, morto un anno e mezzo fa, si trova nel campo 91, uno degli ultimi costruiti, proprio di fianco a quello dedicato alla sepoltura dei bambini.

Lì, a giorni alterni, la signora si reca a fargli visita, munita di antirepellente e di insetticida.

“E si capisce – ha sottolineato – L’erba così alta è terreno fertile per i piccoli animali, specialmente per le formiche, che puntualmente invadono i monumenti. I nostri amministratori non dovrebbero dimenticarsi che, seppur defunti, si sta comunque parlando di monzesi. Dunque non è una questione attinente esclusivamente alla sfera personale di ognuno, bensì di civiltà. E quella interessa tutti noi. I morti certo non votano più, ma noi sì”.

Leggi anche:  Blitz notturno delle "Iene" a casa di Mauro Capitanio

La rivolta delle vedove

A ribadire quanto espresso dalla signora, un’altro gruppo di vedove, residenti a Cederna. Che già tre settimane fa si sono recate negli uffici di piazza Trento e Trieste, lamentando perfino la presenza di topi e bisce: “Le impiegate ci hanno detto che avrebbero proceduto con dei controlli. Ma ad oggi, la situazione è rimasta la stessa. aggravata peraltro dal fatto che alcuni operatori addetti allo sfalcio sembrano considerare la cosa poco rilevante. L’altro giorno, per esempio, hanno proceduto a falciare una parte dell’erba nell’ala nuova, ma poi nessuno si è preoccupato di smaltirla. E ancora in via Ippolito Nievo, dove si trova una delle entrate del camposanto, ci siamo trovate a dover “riprendere” uno degli operai proprio perché, nonostante l’erba troppo alta fosse evidentissima, lui non l’aveva tagliata”.

“Probabilmente anche questa volta daranno la colpa alla crisi, e al fatto che nelle casse comunali manchino i quattrini – ha concluso la vedova Sacchi – Ma a vedere tutti quei cantieri in giro sulle strade parrebbe tutt’altro. Mi chiedo ora: dobbiamo forse pagarcelo da noi un giardiniere privato che metta fine a questa vergogna?”.