Cinque anni di Pontificato per Papa Francesco. In questi giorni scorrono come fiumi in piena i bilanci del primo lustro del suo pontificato. Tra le “missioni” e i viaggi, anche l’indimenticabile messa dell’anno scorso nel Parco di Monza.

Papa Francesco a Monza

Aveva scelto il giorno dell’Annunciazione Bergoglio per fare visita ai fedeli lombardi. Un luminoso e caldo sabato pomeriggio di primavera. E non a caso. Perché fin da subito il messaggio della sua visita è stato chiaro: la nuova Chiesa è fra la gente normale, i poveri, gli emarginati. E mentre a Roma si celebravano i Trattati, il Papa argentino ha sancito un nuovo indirizzo teologico, snobbando tutti i luoghi del potere.

La messa nel Parco

A Monza il punto cardine del suo viaggio pastorale: la preghiera con tutti e per tutti, settecentomila persone, in primis i disabili, con il volto tirato e la voce stanca.  Sul palco, quello da rockstar con le due grandi torri in alluminio e ferro a sorreggere la copertura, con il fondale in pannelli di legno riciclato che riproducevano la decorazione del Duomo e dove anche la Croce sul fondo era quella della basilica cittadina, Francesco ha commentato l’Annunciazione. Tutto calcolato: “Il nuovo tempio di Dio avrà luogo nei margini, in periferia – aveva dichiarato – Lì Dio si farà carne per inserirsi nelle nostre case e nelle nostre lotte quotidiane dense di ansie e colme di desideri”.

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Per l’occasione anche un piano straordinario per la viabilità

Due settimane prima della visita del Pontefice era già stato messo a punto un piano per la viabilità. Prefettura, Comune e Forze dell’ordine avevano stabilito con largo anticipo obblighi e divieti in vigore per tutta la giornata della messa.

La lettera del Papa emerito in difesa di Bergoglio

E in occasione dei cinque anni del pontificato di Papa Francesco, il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto una lettera per difendere l’operato di Bergoglio. Ha voluto chi tenta di accostare il suo nome alle voci che lo vedrebbero come l’esatto opposto dell’attuale pontefice. Il Papa emerito, dunque, contesta lo “stolto pregiudizio per cui papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io – ha aggiunto Ratzinger – sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano di oggi”.