A Vedano al Lambro in queste settimane è arrivato il circo e, immancabili, insieme a lui sono arrivate le polemiche delle associazioni degli animalisti del territorio.

Protestano gli animalisti

Nei giorni scorsi, nell’area tra via Matteotti e viale Cesare Battisti, ha fatto capolino il tendone con gli stand e le gabbie per gli animali.

Ma ad accendere i riflettori sull’arrivo della compagnia circense ci hanno pensato i volontari della Leidaa, la lega per la difesa degli animali e dell’ambiente, di Monza e Brianza.

Quanto vale la vita degli animali esotici sfruttati? Quanto vale la loro sofferenza per giochi ed esercizi contrari ai loro bisogni etologici? Quanto vale una vita in gabbia? – ha chiesto Eleonora Villa, vedanese e responsabile dell’associazione – Chiediamolo all’Amministrazione comunale di Vedano e al sindaco: quanto porta l’attendamento di questo circo nelle casse del Comune?

Villa, da sempre in prima fila insieme agli altri volontari sulle tematiche legate alla tutela degli animali costretti a «lavorare» nei circhi, ha voluto scrivere una lettera aperta indirizzata direttamente al sindaco Renato Meregalli.

Vale la pena ricordare che un Comune non può negare un attendamento, se rispettoso delle leggi correnti, ma può scegliere di non facilitarlo – ha tuonato – Perché lasciare che un circo con animali si attendi? Per mancanza di sensibilità o per necessità di far cassa? In quest’ultimo caso allora vorremmo capire quanto è l’incasso per il Comune.

Serve un regolamento comunale

I volontari più volte hanno chiesto un intervento all’Amministrazione, cercando una sponda per stendere un regolamento per il benessere animale come già accaduto nella vicina Lissone.

Un regolamento che renda difficile l’attendamento è l’unica soluzione per evitare questa vergogna – ha continuato Villa – È una sconfitta assistere a tutto ciò, per me oggi sarà un giorno di lutto perché gli animali “debutteranno” nel primo giorno di spettacolo.

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