Comandante della Polizia locale di Monza. Si tratta di Pietro Curcio attualmente in servizio al Comune di Sesto San Giovanni con analoghe funzioni.

Comandante della Polizia locale

Con un provvedimento approvato oggi, martedì 11 dicembre, la Giunta Comunale ha scelto il nuovo comandante del Corpo di Polizia Locale. Il nuovo responsabile, che prenderà servizio nelle prossime settimane, è Pietro Curcio, attualmente in servizio al Comune di Sesto San Giovanni con analoghe funzioni. Classe 1961 e selezionato tra i 17 candidati ammessi che avevano partecipato alla selezione indetta dal Comune di Monza, Curcio, laureato in Giurisprudenza, si è distinto per l’esperienza significativa maturata sul campo in tema di sicurezza, per l’importante attività formativa e di aggiornamento professionale e per i numerosi encomi ricevuti durante la carriera, iniziata nel 1980 come semplice agente. “La sicurezza dei nostri cittadini resta l’obiettivo numero uno – hanno detto il Sindaco Dario Allevi e l’assessore alla Sicurezza Federico Arena – Per questo abbiamo selezionato una figura in grado di portare in dote esperienze significative e proseguire l’importante lavoro avviato in questo primo anno e mezzo”.

La nomina

La nomina del nuovo Comandante del capoluogo brianzolo si era resa necessaria dopo la bufera che aveva travolto i vertici del Comando di via Marsala e che aveva comportato qualche mese fa la sospensione dell’allora comandante Pietro Romualdo Vergante e il suo vice Antonio Di Tommaso. L’ufficio procedimenti disciplinari, nel mese di settembre aveva concluso l’istruttoria avviata a luglio. L’ufficio era stato costituito per esaminare il caso del comandante Vergante. La vicenda era balzata alle cronache per il concorso legato all’assunzione di sei nuovi agenti. L’ufficio ha poi ritenuto il comandante responsabile della violazione dei commi 1,3 e 4 dell’articolo 6 del Codice di comportamento del Comune. Il codice si rifà al Codice disciplinare dei dipendenti pubblici. Il documento prevede l’obbligo di “comunicare immediatamente e per iscritto, al proprio superiore una causa di incompatibilità che determini l’impossibilità a partecipare a decisioni o allo svolgimento dell’attività”. Tale comunicazione va supportata da una motivazione. Come si ricorderà al bando aveva partecipato, poi risultando primo classificato, il figlio della compagna di Vergante. Il concorso era stato allora prima sospeso e poi sbloccato dopo la rinuncia proprio del vincitore.