La sezione Combattenti e reduci di Carate Brianza a un passo dalla chiusura.

Non c’è nessuno tra i 245 soci disposto ad assumersi la guida dell’associazione. Così la gloriosa e storica sezione dei Combattenti e reduci di Carate si appresta a «chiudere i battenti». Come da statuto, il presidente, generale Umberto Raza, ha convocato per oggi pomeriggio sabato 6 ottobre un’assemblea straordinaria di tutti gli iscritti.

Dopo 99 anni di attività

All’ordine del giorno la chiusura della associazione cittadina fondata il 29 ottobre 1919 e che tra i suoi presidenti ha annoverato personaggi illustri. Da Luigi Pozzoli, primo presidente a Giuseppe Masera, colonello degli Alpini e stimato primario chirurgo all’ospedale di Carate; Augusto Cesana, già direttore della Cassa rurale e artigiana, morto a Flossenburg in Germania il 18 marzo 1945. E poi ancora Angelo Caglio e il cavalier Angelo Spreafico, nobile figura a lungo impegnata in ambito parrocchiale nonché presidente del Nastro Azzurro al quale è succeduto Angelo Nobili, altro illustre concittadino. Dal 2004 la sezione è guidata dal generale di brigata, Umberto Raza, classe 1933. Quella di sabato per lui e per la sezione potrebbe essere l’ultima riunione nonostante gli sforzi svolti dal presidente che in questi ultimi mesi ha lanciato numerosi appelli per passare il testimone caduti però nel vuoto.

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L’annuncio del presidente

«E’ davvero con rammarico profondo che arriviamo a questa decisione – ha commentato Raza, 85 anni – Anche perché dal momento in cui ne ho preso la direzione, assumendo responsabilità, impegno, oneri, ho contribuito ad incrementare il numero dei soci, la varietà delle attività e la visibilità della stessa associazione nel territorio. Avevo mesi fa annunciato l’intenzione di dimettermi, anche per l’età di cui si inizia a sentire il peso. Nessuno ad oggi si è ancora fatto vivo per assumerne la presidenza e la guida. Spero che qualcuno si faccia avanti ma le speranze sono davvero poche. Sabato ci confronteremo per l’ultima volta: dopo di che dovremmo necessariamente chiudere i battenti».