Una serata all’insegna dei valori dello Sport.

Tantissimi giovani dell’oratorio concorezzese , ieri sera, martedì,  hanno affollato in ogni ordine di posto il teatro San Luigi per l’incontro con l’ex giocatore di calcio del Milan e della Nazionale Demetrio Albertini.

La serata, organizzata dal sodalizio sportivo oratoriano “Omcc”, si inserisce nel più ampio progetto di educazione sportiva che contempla anche il terzo memorial dedicato a Marco Riva.

Al tavolo dei relatori, oltre ad Albertini, anche Leonardo Limatola, dirigente della Fiorentina, la giornalista del Corriere della Sera Elisabetta Soglio e Fabrizio Consonni, vicepresidente dell’Omcc

A fare gli onori di casa ci ha pensato don Luca

Ad accogliere gli ospiti ci ha pensato il nuovo coadiutore don Luca Civardi. “Questa vuole essere una serata di riflessione perchè lo sport è sicuramente un modo, una strada per educare. Educare vuol dire portare verso da dentro. Noi abbiamo dentro il bene ma abbiamo bisogno qualcuno che ci aiuti e ci possa indirizzare verso la meta”

La testimonianza di Albertini

Passione, paura, coraggio e talento. Sono state queste la parole d’ordine più citate dall’ex calciatore durante il suo intervento.

“L’esperienza dell’oratorio fa parte del mio Dna di uomo, ancor prima di quello di calciatore professionista e della Nazionale – ha raccontato Albertini –  Essendo nato e cresciuto in un paese di milleduecento abitanti, Villa Raverio, a pochi chilometri da Milano, non ho mai sofferto la carenza di spazi verdi dove giocare a calcio, ma una volta aperta la porta dell’oratorio per me non si è più richiusa. Il calcio in oratorio rispecchia i valori dello sport di strada. Lì ho scoperto il senso innato della competitività, ma soprattutto ho appreso lo spirito del confronto e della condivisione con i compagni, sotto l’indirizzo dell’educazione cristiana. Ciò che conta è il giocare insieme, senza l’obbligo assillante del risultato o il dover compiacere a tutti i costi il mister”.

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Un messaggio chiaro per i baby calciatori

“Dovete sognare in grande, dovete sognare di vincere la Champions League o la Coppa del Mondo e metterci tanta passione in tutto quello che fate – ha continuato l’ex calciatore del Milan – E una cosa che non deve mai mancare è la costanza. Senza quella non diventerete mai dei campioni, ma non solo nel calcio, ma anche nella vita. Purtroppo oggi la vita dei calciatori rischia di diventare una fabbrica di illusioni perchè non si guarda alla bravura del giocatore, ma alla sua ricchezza, a quante fidanzate ha ecc ecc.  Io penso di essere stato un ragazzo fortunato che ha fatto qualcosa di speciale e non un ragazzo speciale che ha fatto qualcosa di straordinario”

Il ricordo di Marco Riva nel cuore di molti concorezzesi

La sua morte, avvenuta nel febbraio del 2015,  è una di quelle storie che nessuno vorrebbe dover raccontare.

Marco Riva aveva 42 anni, troppo giovane per lasciare questo mondo. Si era preso un impegno per la vita, che non si aspettava certo sarebbe stata così breve, sposando Roberta Scotti. Insieme avevano dato alla luce quattro figli, ma la terribile malattia se l’è portato via con se.
Riva era anche impegnato nel mondo del volontariato, con le associazione «Per più scuola» e «Comunità educante». Proprio nel 2014 era stato uno dei volontari che avevano partecipato al progetto per ridipingere le scuole. Un volontario con la v maiuscola.

Alcune foto della serata

…e un video con i saluti iniziali di don Luca