Bentornato a casa Carlo Colombo. Grande festa questa mattina per il consigliere comunale di Lesmo che esattamente un mese fa è stato colpito da due infarti mentre si trovava nella sua abitazione, durante la notte.

Ad attendere Colombo sulla porta di ingresso di casa, oltre a parenti e amici, anche Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia e grande amico di Colombo e compagno di partito in Forza Italia.

Dopo la grande paura, dunque, Colombo ha potuto riabbracciare i suoi affetti famigliari e lo ha potuto fare proprio nel tradizionale week end della festa di Lesmo, ricorrenza alla quale Colombo è sempre stato molto affezionato.

“Ad un passo dalla morte qualcuno mi ha tenuto aggrappato alla vita”

Di seguito vi riproponiamo l’intervista esclusiva che Carlo Colombo ha voluto rilasciare al nostro giornalista Rodrigo Ferrario e che è stat pubblicata martedì 9 luglio sul Giornale di Vimercate.

L’infarto che lo ha colpito poco più di un mese settimane fa, la paura di non farcela e il rischio di volare via per sempre lo hanno cambiato molto.
Oggi Carlo Colombo è un uomo nuovo, con tante consapevolezze, prima fra tutte l’importanza degli affetti e del tempo.
Un vero e proprio processo di rinascita fisica e, soprattutto, spirituale quella che sta vivendo il 61enne politico lesmese, storico esponente di Forza Italia e con un passato in amministrazione comunale. E’ stato proprio Colombo a voler raccontare in un’intervista esclusiva rilasciata al nostro giornale quei tremendi giorni trascorsi su un letto di ospedale, tra la vita e la morte.
Oggi, sabato, l’esponente di Forza Italia è ritornato a casa dopo aver trascorso un periodo di riabilitazione  all’ospedale di Seregno.

La tremenda notte tra il 14 e il 15 giugno

Il decorso post operatorio dovuto ai due infarti che l’hanno colpito nella notte tra il 14 e il 15 giugno scorso procede bene, anche se ci vorrà ancora tempo per rivederlo nuovamente attivo tra gli scranni del Consiglio comunale. Ma, in questo, momento, per sua stessa ammissione, la politica è l’ultimo dei suoi pensieri. Il 61enne, dicevamo, si sente un miracolato, come se avesse affrontato un viaggio di andata verso la fine e di ritorno, verso la rinascita.

“Ho visto la morte in faccia”

“Posso dire di aver visto in faccia la morte e di averla anche toccata con mano – ha raccontato il politico – Ci sono state una serie di coincidenze in tutta questa odissea che ho vissuto che hanno rafforzato in me, semmai ce ne fosse bisogno, la certezza della forte presenza di Dio in tutta la mia storia. Ho ricordi ancora confusi di quei tremendi attimi che ho trascorso subito dopo i due infarti che hanno colpito il mio cuore. Ma posso dire con certezza che sentivo la morte vicina. Sentivo un grande freddo avvolgere il mio corpo”.

Ma, proprio in quegli attimi, secondo il 61enne, sarebbe intervenuta una «forza» divina che l’ha tenuto aggrappato alla vita.

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“Il quadro clinico era complicato”

“Il quadro clinico era molto complicato, quasi disperato – ha continuato il 61enne – Ho subito il primo infarto mentre mi trovavo in casa mia e il secondo a distanza di poco tempo, proprio quanto mi trovavo in ospedale. Di quei momenti ricordo poco anche perché ero sedato, anche se ricordo medici e infermieri che mi gridavano di non mollare, di tenere duro. Ma ho ancora in mente quella forza che è intervenuta e che mi ha quasi ridato la vita. Probabilmente, mettendo insieme anche tutte le circostanze che sono accadute in quelle ore, mi vien da dire che non era il mio momento. Ma ora, dopo tutto quello che è successo, mi sento una persona cambiata, nuova. Sono pronto a darmi una nuova scala di priorità perché solo quando si vivono queste situazioni si inizia a guardare alla vita con occhi nuovi. La mia mente è costellata da mille domande: a volte mi chiedo perché tutto questo è capitato a me. Non ho mai accusato problemi di cuore, ho sempre svolto una vita regolare, mai eccessi. I medici mi hanno detto che probabilmente a scatenare l’infarto è stato un fattore genetico. Sono alla ricerca di risposte ma un grande aiuto è arrivato anche dal parroco don Antonio Longoni che è venuto più volte a trovarmi e al quale ho spiegato tutte queste cose”.

E non potevano mancare i ringraziamenti

“Voglio ringraziare davvero di cuore innanzitutto i miei famigliari, tutto il personale medico e infermieristico che mi ha assistito in maniera eccellente – ha concluso Colombo – Un grazie al parroco, al sindaco Antonioli e al vicesindaco Franchini che sono venuti a trovarmi e un grazie di cuore a tutte le persone che mi sono state vicine e che si sono informate sul mio stato di salute. Ritornerò presto più forte di prima”.