Sandy è una giovane donna italiana che arriva al Cav con in grembo il dono più grande e nella mente la paura più atroce: non riuscire a mantenere quella nuova vita. E’ lei una delle donne aiutate dal Centro aiuto alla Vita di Monza in questo ultimo anno.

La testimonianza

Sandy arriva al Cav  grazie al consiglio di un’amica. E viene accolta subito con un abbraccio. Sul suo volto ci sono i segni della sofferenza. “Ascoltiamo la sua storia e ci commuoviamo”, raccontano oggi le volontarie. Sandy è madre di due bambini di 7 e 5 anni; il figlio maggiore ha un ritardo nell’apprendimento e necessita di costanti cure specialistiche. La famiglia vive con i due bimbi in un container, posizionato su di un piccolo appezzamento di terreno di proprietà dello zio. Fino a qualche tempo fa traevano sostentamento, dando a noleggio un gonfiabile, atto a intrattenere i bimbi in occasione di eventi, feste e sagre. A causa della crisi economica purtroppo la richiesta del gonfiabile è molto ridotta. Il compagno aiuta talvolta lo zio ambulante nelle fiere di paese, ricevendo un modesto compenso. L’unica fonte sicura di sostentamento della famiglia consiste nel sussidio di 280 euro, che ricevono per la disabilità del figlio maggiore.

La diagnosi di tumore

Quattro anni fa a Sandy viene diagnosticato un tumore al seno e contemporaneamente scopre di essere incinta. I medici la mettono davanti ad una scelta durissima: la sua vita o quella del bimbo, che porta in grembo. L’animo di Sandy è pervaso da angoscia e disperazione. Con un dolore indescrivibile decide di interrompere la gravidanza. Questa decisione apre nel suo cuore una ferita, che non si rimarginerà più. Il personale sanitario esegue una mastectomia e sottopone Sandy a chemioterapia.

Diventa ancora mamma

Oggi, a quattro anni di distanza, è gravida e per nessuna ragione al mondo rinuncerà al suo bambino. “Ci chiede aiuto. Pur nella disperazione per la precaria condizione economica, la consapevolezza di poter dare alla luce una nuova creatura le illumina gli occhi. Un forte abbraccio garantisce sostegno e aiuto concreto; avviamo la richiesta del progetto Gemma, chiedendo di accogliere il grido disperato di una mamma che lotta per proteggere la vita che ha in grembo, segno per lei di rinascita e di speranza”, chiosano le volontarie del Cav.

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I numeri dell’assistenza

Perché dietro ai numeri, incredibili, dell’assistenza del Centro Aiuto alla Vita di Monza coordinato da Josetta Grosso, ci sono nomi, volti, lacrime e storie. Nel 2017 sono state ben 248 le donne assistite, ancora in crescita rispetto al 2016 quando erano 203. E 167 bambini hanno visto la luce, grazie anche al sostegno economico di 13 progetti «Gemma» e otto «Obiettivi Nuova Vita». Il Cav, che si trova in centro, in via Zucchi 22/b assiste le donne, distribuendo materiale e aiuti a quante non riescono a mantenere i loro bimbi. E fornendo un sostegno importante anche dal punto di vista emotivo a quante stanno attraversando periodi difficili. Come chi si trova giovane o sola ad affrontare una gravidanza.

Il banchetto in centro Monza

“Chiediamo un nuovo impegno a chi ci sostiene – ha spiegato Josetta, anima del Cav – sabato 26 maggio dalle 9 alle 18.30 saremo sul sagrato della chiesa delle Sacramentine in via Italia per il tradizionale Mercatino di primavera, chi ci vuole aiutare può passare a trovarci”. Si potrà, in cambio di un’offerta, trovare abbigliamento nuovo per bimbi e adulti, coperte, giochi, libri, articoli per la casa, peluche e tanto altro. Le offerte verranno utilizzate per acquistare latte, pannolini e alimenti da donare alle mamme assistite. Per aiutare donne come Sandy.