Fabrizio Sala Cavaliere della Repubblica. L’onorificenza gli è stata consegnata ieri sera, mercoledì 18 dicembre, dal Prefetto Patrizia Palmisani.

Fabrizio Sala Cavaliere della Republica

Nella serata di ieri,  nella sede di rappresentanza della Prefettura di Monza e della Brianza, si è tenuto il tradizionale scambio degli auguri di Natale, alla presenza delle autorità politiche e istituzionali del territorio, nonché di rappresentanti della stampa, del mondo del volontariato e della società civile.

Nel corso della serata, il Prefetto Patrizia Palmisani ha consegnato l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana a Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia.

Il più alto degli Ordini della Repubblica

L’Ordine al Merito della Repubblica italiana è il più alto degli Ordini della Repubblica. Istituito con la legge 178/1951 e reso operativo nel 1952, l’Ordine al Merito della Repubblica è destinato a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari. L’Onorificenza è conferita dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Consiglio dei Ministri.

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Di Fabrizio Sala ieri è stato ricordato l’impegno nel lavoro ma soprattutto quello in politica, prima come sindaco di Misinto per due legislature, poi come assessore provinciale e infine in Regione, dove è stato rieletto come candidato più votato in Brianza e confermato nella carica di vicepresidente anche dopo l’ultima tornata elettorale.

La dedica ai familiari

Il vicepresidente della Regione ha detto di essersi molto emozionato quando il Prefetto gli ha detto che sarebbe stato l’unico a  ricevere l’onorificenza. Ha quindi ringraziato tutti, anche la precedente prefetto di Monza Giovanna Vilasi e  “le persone che mi hanno supportato e sopportato, con un ultimo pensiero per la mia famiglia, a chi ha fatto i più grandi sacrifici, anche più di me: Eleonora, mio figlio, mia madre e mio padre. Mi auguro che anche loro siano contenti perché dedico a loro questa mia onorificenza”.

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