Fallimento per la Implanta Lab

Il Tribunale di Bergamo ha decretato il fallimento della Implanta Lab holding al vertice del gruppo di Paola Canegrati. La nota imprenditrice monzese è stata arrestata nel 2016 nell’ambito dell’inchiesta “Smile” sulla corruzione negli appalti per i servizi odontoiatrici negli ospedali lombardi.

I magistrati bergamaschi hanno rilevato nei bilanci della Implanta Lab un buco pari a circa 18 milioni di euro e ora sono a rischio anche i 600 dipendenti sparsi in diverse province.

La motivazione

“La società – scrivono i giudici nella motivazione del Tribunale – non ha negato l’esistenza di un’elevata esposizione debitoria, ma ha attribuito la causa della crisi alle note vicende penali che hanno coinvolto nel 2016 il socio di maggioranza (la Canegrati). La società ha contestato di versare in stato di insolvenza, bensì di crisi reversibile e superabile attraverso le previsione della nuova gestione” specificando “la netta cesura con l’amministrazione precedente” e la sua sostituzione con “un primario fondo d’investimento europeo come socio di controllo per sostenere l’attività sociale e che ha effettuato importanti aumenti di capitale dal febbraio 2016 al fine di salvaguardare il proprio investimento, i posti di lavoro e l’avviamento del gruppo”. Inoltre la società ha assicurato di avere “elaborato un piano industriale pluriennale 2017/2022 che consente la continuità aziendale”.

La vicenda

Paola Canegrati è attualmente imputata di corruzione davanti al Tribunale di Monza, con l’accusa di aver fatto incetta di appalti pubblici, grazie ad una fitta rete di appoggi e relazioni. In particolare con l’ex presidente della commissione Sanità della Regione Lombardia, il leghista Fabio Rizzi, e con il suo portaborse Mario Longo, entrambi usciti di scena dalla vicenda giudiziaria col patteggiamento.  Ed è inoltre indagata per truffa ai danni dello Stato per una serie di rimborsi gonfiati ai danni del sistema sanitario nazionale,e a presunti reati di appropriazione indebita.

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