Fine anno amaro per tanti operai metalmeccanici. A ricordarlo è la Fiom Brianza che in un comunicato sottolinea come “Il 209 si apre con molte difficoltà e i provvedimenti del Governo non aiutano lo sviluppo e il lavoro”.

Fine anno amaro per tanti operi

Fine anno in chiaroscuro per le aziende metalmeccaniche brianzole. In un comunicato stampa la Fiom-Cgil sottolinea come i segnali di ripresa che si erano visti ad inizio 2018 si sono via via affievoliti durante il corso dell’anno, tanto da arrivare a fine dicembre in una situazione di incertezza e forte preoccupazione. Insomma, tra le tute blu brianzole c’è chi non festeggia e tra le situazioni motivo di grande preoccupazione i sindacati citano quelle riferite alla Hilux di Usmate, alla Linkra-Compel e alla Metallegno di Agrate  “che rischiano di iniziare il nuovo anno con pochissime prospettive”.

Per i dipendenti della Sanvito&Somaschini di Carate Brianza è stata aperta una procedura di licenziamento collettivo e preoccupati sono anche gli operai  della Cavotec,  dove il piano industriale prevede degli esuberi. Timori ed incognite anche in altre aziende, come la Cordon Electronics di Cornate, la Omr di Concorezzo, la Systemair di Barlassina… solo per citarne alcune.

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Le preoccupazioni del segretario della Fiom Brianza

“Quello che si sta chiudendo è un anno che ha segnato non poche difficoltà – afferma Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza – ci sono lavoratori che rischiano di non poter percepire neanche un ammortizzatore sociale di sostegno al reddito. Penso alle lavoratrici e ai lavoratori della Hilux e della Linkra-Compel e purtroppo la lista delle aziende in crisi non si ferma a queste due”.

“E neanche i provvedimenti emanati recentemente dal Governo aiutano – prosegue Occhiuto – infatti di fronte alle enormi difficoltà dei lavoratori si risponde con la logica assurda e incoerente dei tagli al capitale produttivo. Le risorse per gli investimenti, che erano già limitate e che sono la fondamentale leva per la creazione di lavoro, sono drasticamente ridotte. Ad aggravare la situazione è la mancata risposta sul versante dell’estensione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.