Giorno della Memoria, a Cesano Maderno una mostra per non dimenticare. L’hanno realizzata gli studenti degli istituti superiori Majorana e Versari.

Giorno della Memoria, a Cesano Maderno una mostra per non dimenticare

La Storia della Shoah raccontata attraverso la storia personale di una ragazzina cesanese. “Una valigia per Clara” è il titolo della mostra curata e allestita all’auditorium Disarò da una sessantina di studenti degli istituti Majorana e Versari in occasione del Giorno della memoria e nell’ambito del programma di alternanza scuola – lavoro iniziato lo scorso anno scolastico. Inaugurata sabato mattina dal sindaco Maurilio Longhin e dai dirigenti scolastici Antonio Cangiano e Maria Grazia Di Battista, resterà aperta fino al 25 aprile (sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero).

La storia di una famiglia ebrea cesanese

La rassegna racconta la storia di una famiglia ebrea cesanese, i Levi, che nel 1944 venne deportata ad Auschwitz-Birkenau. Delle sette donne di casa, Clara era la più piccola. Un filo sottile lega la sua storia a quella della più conosciuta Anna Frank: entrambe nate nel 1929, entrambe arrestate all’età di 14 anni e internate ad Auschwitz, entrambe trasferite con una lunga marcia fino al campo di Bergen Belsen, dove morirono a poche settimane l’una dall’altra. “Chissà se ebbero mai il modo di conoscersi o anche solo di incrociare i loro sguardi”, si interrogano i ragazzi del Majorana e del Versari, che subito si sono appassionati al progetto.

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Due anni di ricerca di documenti e raccolta di testimonianze

La mostra è il frutto di due anni di ricerca di documenti e raccolta di testimonianze, con tappe nei maggiori centri nazionali di studio e di documentazione della Shoah e a casa di chi c’era, come Maria Perego, amica di Clara. E’ composta da pannelli, opere grafiche ed artistiche, e chi la visita è invitato a portare una vecchia valigia: gli studenti ci scriveranno il nome di uno dei 620 ebrei che, assieme alle Levi, vennero deportati da Fossoli ad Auschwitz nell’aprile 1944. Il progetto dei ragazzi, guidati dai docenti Fernando Bucchioni, Enza Clapis e Alberto Colombo e sostenuti dagli assessorati di Silvia Boldrini (Cultura) e Pietro Nicolaci (Istruzione), è stato selezionato dall’Ufficio scolastico della Lombardia come il migliore della Regione ed inviato al Miur per partecipare al concorso nazionale indetto del Quirinale. Grazie ai ragazzi la storia della famiglia Levi è diventata anche una fiaba (con immancabile lieto fine) per bambini della scuola primaria. Parla di Laura, sorella di Clara, l’unica della famiglia a sopravvivere al lager e a fare rientro in Italia dopo la fine della guerra.