Giussano, il sacco blu fa impennare la raccolta differenziata: sfiorato l’80%.

 

Rifiuti e Ambiente

Giussano, il sacco blu fa impennare la raccolta differenziata: sfiorato l’80%. Sono passati solo pochi mesi dall’introduzione del sacco con il chip dedicato alla raccolta del rifiuto secco indifferenziato,  ma si registrano già ottimi risultati: nel mese di gennaio è stato raggiunto il 79,67% di raccolta differenziata, sfiorando quindi il traguardo prefissato dell’80% (a fronte di una media del 66,45% – periodo dicembre 2017 – febbraio 2018).
La sfida intrapresa ha iniziato a produrre un significativo risparmio di risorse economiche e naturali, a vantaggio dell’ambiente, dei cittadini e delle generazioni future.
«Abbiamo la certezza che questo primo dato possa ancora migliorare -ha dichiarato il presidente di Gelsia Marco Pellegrini – Giussano ha tutte le potenzialità per raggiungere nuovi e più ambiziosi obiettivi, grazie a quello che hanno fatto e che ancora faranno i cittadini. Segno che fare la raccolta differenziata ci permette di fare la differenza».

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I dati

Il dato più interessante è quello della riduzione del quantitativo totale di rifiuto secco raccolto e inviato all’impianto di termovalorizzazione: rispetto ai dati antecedenti l’introduzione del sacco blu, la media percentuale del primo trimestre (periodo dicembre 2018 – febbraio 2019) fa registrare un calo del 35%, a conferma del fatto che il sacco bluRFID comporta una maggiore differenziazione del rifiuto da parte degli utenti. In termini numerici, sono stati raccolti circa 91.000 Kg di rifiuto secco in meno rispetto alle medie, dato che si traduce inevitabilmente in minori costi di smaltimento. Le raccolte differenziate, come naturale conseguenza, hanno subito un aumento di oltre il 19%. In questo dato rientrano le principali raccolte: multimateriale leggero (imballaggi in plastica, alluminio, acciaio) +33,8%, carta e cartone +20%, frazione umida +14,2%. La quantità di vetro raccolta, invece, è rimasta invariata. Un risultato certamente positivo (a fronte della diminuzione del secco), che porta a maggiori contributi dai consorzi di filiera.