Grande Guerra, all’Anmig di via Passerini una curiosissima mostra di oggetti e immagini legate alla vita nelle trincee

Grande Guerra all’Anmig

In via Passerini, nella sede dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, domenica mattina nessuno è voluto mancare.

Dopo la recente sistemazione, voluta dal presidente provinciale Claudio Arrigoni, nelle eleganti sale dell’associazione – all’interno della palazzina progettata in epoca fascista dall’architetto Piero Borradori – si è infatti aperta una mostra commemorativa in occasione del centenario della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale.

Un’occasione, secondo il presidente, per domandarsi più consapevolmente quanto quella vittoria sia da considerarsi effettivamente tale. Con ben sei milioni di italiani arruolati alla guerra nel 1915, dei quali un milione e 640 mila sono morti e altri 470mila sono rimasti mutilati e invalidi.

In visita il console ucraino

Ospiti dell’inaugurazione, accompagnata dalle musiche del Corpo musicale di Villasanta, il console ucraino Yevhen Shkvyra (con il quale l’associazione monzese collabora a un progetto culturale atto a valorizzare la figura della poetessa Jevhenia Leshchuk, impegnata da sempre a onorare la memoria dei militari italiani uccisi a Leopoli nel ‘43), il prefetto Giovanna Vilasi e l’assessore Pier Franco Maffè.

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E ancora il vicesindaco di Villasanta Gabriella Garatti con l’assessore alla Cultura Adele Fagnani, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Massimo Gallo della Guardia di Finanza e il vicepresidente delle società sportive monzesi Pietro Mazzo.

All’inno italiano e ucraino, e al piccolo concerto di musiche di guerra, che hanno caricato l’atmosfera di una struggente nostalgia, ha fatto seguito la benedizione impartita da don Giorgio Porta, ex cappellano militare e oggi di casa in Duomo.

La mostra

In esposizione una curiosissima sequenza di oggetti e immagini legate alla vita di trincea, raccolte dal cesanese Paolo Ratti, ex falegname con la passione per la storia.

Una raccolta importante, dunque, ospitata in un luogo prestigioso e purtroppo finora sconosciuto ai più. Ma che merita certamente di presentare fra le perle più rappresentative della storia della città.

In settimana, non a caso, prenderanno il via le visite guidate per gli studenti. Nella speranza che quei giorni lontani e tristi non si cancellino dalla memoria comune.

Le foto della mostra