A pochi giorni dalla notizia dello sfratto anticipato al 18 maggio, il caso dell’imprenditore monzese Sergio Bramini finisce ancora in tv. Ne hanno parlato ieri sera Le Iene.

Il caso di Sergio Bramini di nuovo a “Le iene”

Il programma Le Iene ieri sera ha dedicato un nuovo ampio servizio al caso di Sergio Bramini, l’imprenditore monzese finito al centro delle cronache nazionali dopo che, a causa del fallimento della sua impresa nel 2011, si è visto portar via l’azienda e ora sta per perdere anche la casa, nel quartiere Sant’Albino di Monza. LEGGI QUI LA NOTIZIA

Bramini, che vanta nei confronti dello Stato crediti per oltre 4 milioni di euro, dopo due sfratti rinviati – a febbraio e ad aprile – il prossimo 18 maggio, salvo nuovi risvolti della vicenda, sarà dunque in mezzo alla strada insieme alla sua famiglia.

La vicinanza di cittadini e politici

Una storia, la sua, che moltissimi cittadini monzesi hanno preso a cuore testimoniando in molte situazioni la vicinanza all’imprenditore. E che ha visto nelle ultime settimane  l’interessamento di diversi politici, tra cui il neo senatore Gianmarco Corbetta (M5S) che per evitare lo sfratto ha perfino istituito il suo domicilio da parlamentare a casa dell’imprenditore (domicilio a cui la Costituzione riconoscerebbe un diritto di inviolabilità).

Il sit in del 21 aprile: sfratto confermato e poi rinviato

Peccato però che gli sforzi di cittadini e politici a ben poco siano serviti: durante il sit in del 21 aprile infatti è stato comunicato a Bramini che lo sfratto avverrà comunque. Sono stati gli ufficiali giudiziari a confermarlo, mostrando un documento del Tribunale di Monza. “Un documento – racconta il giornalista nel servizio televisivo – che darebbe loro la facoltà di non tenere conto che quello è l’ufficio di un senatore della Repubblica”. Il provvedimento “firmato dal giudice cita anche una comunicazione con il ministero dell’Interno nella quale si afferma di aver sentito informalmente l’ufficio legale del Senato e di aver ottenuto il via libera allo sgombero” – ha spiegato De Giuseppe nel servizio.

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Poi arriva l’ennesimo colpo di scena: gli ufficiali giudiziari vengono richiamati all’esterno dell’abitazione e dopo pochi minuti viene comunicata la decisione di rinviare lo sfratto al 1 giugno. Data poi anticipata al 18 maggio a causa della mancanza di adeguata assistenza alle operazioni di liberazione (la data infatti è antecedente alle celebrazioni del 2 giugno, festa della Repubblica). 

Corbetta vuole vederci chiaro

“Intanto però il senatore Corbetta – ha raccontato ieri Alessandro De Giuseppe – si è mosso per capire come mai l’ufficio affari legali del Senato avesse giudicato non rilevante il suo domicilio di parlamentare, e ha scoperto che quell’ufficio non ha mai rilasciato un parere sulla questione in oggetto”. “Resta quindi – conclude De Giuseppe – il dubbio su chi siano stati gli interlocutori del giudice che si sta occupando dello sfratto di Bramini”. Dubbio non risolto vista la fuga del giudice alla vista del giornalista Mediaset.

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