Il Comune di Villasanta restituirà 590mila euro alla società “Rialto” che gestisce il Centro commerciale “Il Gigante” di via Vecellio. Soldi che la stessa società aveva versato nelle casse comunali nel 2007 in previsione di un ampliamento che però non si è mai concretizzato.

E’ vicina la parola fine su una delle vicende amministrative e giudiziarie più controverse degli ultimi anni per le varie amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida di Villasanta, a partire da quella guidata da Enrico Fontana per proseguire con Emilio Merlo ed ora con Luca Ornago.

L’annuncio in Consiglio comunale

L’annuncio riguardante la volontà, manifestata dall’Esecutivo Ornago, di restituire la corposa somma è stata data in apertura del Consiglio comunale di lunedì sera direttamente dal sindaco. Seduta che aveva, all’ordine del giorno, l’approvazione della variante generale al Piano di Governo del Territorio.

“Come già anticipato in sede di commisione al bilancio, abbiamo intenzione di restituire la somma di 590mila euro alla società Rialto”, ha sottolineato il sindaco Luca Ornago. Somma che verrà prelevata direttamente dall’avanzo vincolato di bilancio del 2018. E la prossima settimana sarà convocato un consiglio comunale ad hoc durante il quale verrà votata la variazione di bilancio.

La vicenda

L’oggetto del contendere tra “Rialto” e Amministrazione comunale nacque, ricordiamo, nel 2007 quando la società guidata da Giorgio Panizza, a seguito di una promessa di ampliamento del centro commerciale, versò nelle casse comunali poco meno di 600mila euro come anticipo sugli oneri di urbanizzazione. Ampliamento che era previsto in un’area di sua proprietà che si trova a ridosso del cavalcavia della Provinciale 45. Terreno che in parte insiste sul territorio di Villasanta e in parte su quello della confinante Arcore. Per quest’ultima, però, non sussistono problemi dal momento che l’area ha già una destinazione di uso a produttivo. In territorio villasantese, invece, il Pgt prevedeva verde strategico, quindi assolutamente incompatibile con una costruzione.

Come sono stati spesi i 59mila euro?

Questi soldi, ricordiamo, vennero versati nelle casse comunali nel 2007, quando alla guida della città c’era Enrico Fontana. E prontamente utilizzati per realizzare il parcheggio interrato in piazza del Comune e per altre opere minori.

Il progetto Rialto

Nelle intenzioni della «Rialto» c’era la volontà di investire una cifra di poco inferiore ai 60 milioni di euro che avrebbe portato in paese circa 70 posti di lavoro.
Oltre al centro di produzione di tutti quei prodotti marchiati «Il Gigante», avrebbero trovato spazio, secondo indiscrezioni, anche un polo logistico e gli uffici. Il tutto su un lotto di terra di 151mila metri quadrati. Il nuovo edificio avrebbe compreso un piano interrato di sei metri e due piani fuori terra. Uno sarebbe stato completamente dedicato agli imballaggi, vaschette e confezioni di vario genere, mentre gli altri due sarebbero stati destinati alla lavorazione di freschi e lavorati, dagli ortaggi alla frutta.

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Il no all’ampliamento della Giunta Ornago

Durante i mesi passati, soprattutto in vista della variante al Piano di Governo del Territorio votata lunedì sera, le parti si sono incontrate più volte per cercare una soluzione. Ma, alla fine, l’Amministrazione comunale non ha concesso il via libera all’ampliamento e alla realizzazione del centro di produzione a ridosso con Arcore.

Nel settembre scorso l’Esecutivo aveva portato in Consiglio comunale la proposta di adozione della variante al Piano di Governo del Territorio che non conteneva nulla circa l’ampliamento del «il Gigante».
Ma «Rialto» non si è persa d’animo e, ad ottobre, è tornata a bussare in Municipio, chiedendo che il progetto venisse rivalutato, presentando a tal proposito un’osservazione alla variazione al Pgt. Proposta di ampliamento che è stata nuovamente cassata dalla Giunta e che ha spinto Panizza a ricorrere al Tar.

Il ricorso al Tar da parte di Rialto

Nelle 49 pagine di ricorso, l’avvocato Marco Sica, che cura gli interessi della «Rialto», ha evidenziato che «la decisione del Comune appare irragionevole in quanto non consente l’ottimale ed efficiente conservazione del territorio ma stabilisce il blocco della trasformazione del comparto privo di qualsiasi valenza agricola o ambientale». Nel ricorso si fa anche riferimento al protocollo di intesa formalizzato nel 2007 con l’allora amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Enrico Fontana. Protocollo a seguito del quale «Il Gigante» aveva già versato nelle casse del Comune circa 500mila euro come anticipo sugli oneri di urbanizzazione in previsione di un ampliamento del centro di produzione (parte di questi soldi sono stati utilizzati per realizzare il parcheggio sotterraneo sotto il Municipio). Pertanto «Rialto» chiede in prima istanza l’annullamento del Pgt poiché illegittimo e la conseguente conversione del terreno di sua proprietà da agricolo a produttivo. E, in seconda istanza, che il Comune venga condannato al risarcimento delle somme già versate.

Da qui è arrivato il ricorso al Tar da parte di patron Panizza e la decisione del Tar che ha, di fatto, obbligato l’Amministrazione comuanle a restituire la somma precedentemente versata da Rialto.

E la parola fine sulla vicenda.