Il difensore della nazionale italiana di calcio tra i bimbi di “Sanfru”. E’ stata una super sorpresa quella di settimana scorsa per i calciatori in erba monzesi.

Il difensore della nazionale

Ha visto la sua foto su un manifesto appeso nel campo sportivo, postata sui social. E ha voluto incontrare i bambini del camp estivo. E loro, i piccoli calciatori in erba, non hanno potuto credere ai loro occhi quando l’hanno vista entrare nel campo da calcio. «Lo sport è prima di tutto divertimento, fairplay, disciplina, trasmissione di valori positivi e impegno. Per questo è importante oggi la vetrina mediatica che si è aperta dopo la nostra partecipazione ai mondiali, per trasmettere soprattutto ai più giovani che attraverso il rispetto delle regole e l’impegno, ogni ostacolo può essere superato». Si è raccontata a tutto tondo il difensore centrale della nazionale italiana, Elena Linari, – attualmente in forze all’Atletico Madrid – ospite a sorpresa dei bambini che nelle scorse settimane hanno partecipato al camp organizzato da Itk in collaborazione con la sua squadra di calcio, in cui Linari milita. La 25enne si è presentata in mattinata nell’impianto sportivo di via Montanari a San Fruttuoso per incontrare i bambini in quella che è sembrata una «lezione di vita» più che di sport.

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«Ci vuole passione e impegno»

«Quando ero piccola come voi non sapevo giocare bene a pallone – ha spiegato – Avevo poi dei modelli maschili perché il calcio femminile non era una reltà come oggi. Mi sono impegnata, ho fatto sacrifici e sono cresciuta sportivamente e umanamente. Quello che mi ha ispirato è la passione e l’impegno». Amore per il calcio puro, insomma, quel sentimento che da più voci è stato decantato nell’osservare le partite delle nazionali femminili, in contrasto con quel calcio malato che troppo spesso è finito sulle pagine dei giornali. «I soldi nel mondo del calcio professionistico hanno un doppio ruolo – ha continuato – Sono fondamentali per crescere, ma devono essere distribuiti in strutture organizzate che sappiano farli fruttare. Quello che manca nel calcio femminile è un ritorno economico sostenibile per le atlete, la presenza di strutture all’altezza e di staff preparati. Ora qualcosa si sta muovendo ed è anche grazie all’impegno della nostra nazionale». Essenziale nello svolgimento delle attività del camp, oltre alla presenza dei dirigenti del San Fru calcio, anche l’atleta monzese Lucia Pastrenge, nata sul campo da calcio di San Fruttuoso, e ora all’Inter.