Una sfida in nome di chi, nonostante tutto, è riuscito a ribaltare la propria vita.
È indubbiamente un’iniziativa di grande cuore quella organizzata da Matteo Colnago, per gli aicurziesi “il figlio del sindaco” Gianmarino Colnago, primo cittadino di Aicurzio.

Colnago si trova in Nepal e, proprio in questi giorni, è iniziata l’ascesa che lo porterà sull’Himalaya, ad oltre 6mila metri.

Campione italiano di paracadutismo

Trent’anni sulle spalle, ha già partecipato a due Campionati italiani di paracadutismo a squadre, vinti nel 2013 e nel 2015, ed è un grande appassionato di alpinismo. Stavolta però l’impresa di fronte a lui ha un gusto decisamente diverso, specie perchè la scalata in questione è tutt’altro che fine a se stessa.

Un gesto che, al fascino dell’impresa di mettere piede su una delle vette più alte del pianeta, abbina la sensibilità altrettanto notevole per l’obiettivo sociale e i valori umani sconfinati associati all’impresa per cui Matteo ha deciso di scendere in campo.

“Una esperienza dedicata ai più sfortunati”

“Faccio parte di “Nemeton Media Tv”, una web tv unica nel suo genere che ho co-fondato – aveva raccontato Matteo qualche mese fa, in sede di presentazione della scalata – Ci occupiamo di sport e discipline estreme, nella convinzione che proprio lo sport sia una fonte di miglioramento personale.  Questa emozionante ascesa in Nepal durerà una ventina di giorni sulla catena Himalayana, con arrivo fissato a 6500 metri di quota, al Mera Peak, e con vista sulle cime più alte del mondo. Ho pensato di dedicare quest’esperienza ai ragazzi dell’«Accademia di Scherma Asd Groane», unica realtà nazionale in Italia di soli atleti in carrozzina, che ho avuto la fortuna di conoscere. Ragazzi che in ogni loro gesto e movimento abbattono i propri limiti grazie alla forza di volontà che la scherma infonde in modo propedeutico”.

Una idea nata da un incontro con Carolina Gambirasio

E così Matteo ha incontrato Carolina Gambirasio, fondatrice e numero uno del sodalizio, nonché istruttrice nazionale di scherma, alle prese con le oggettive difficoltà di trovare fondi e nuovi spazi per non fermare il sogno di questi ragazzi, e anzi, confermare la dimensione importante fin qui raggiunta dalla società.

“Carolina è stata molto diretta con me riguardo alle necessità: gli atleti disabili sfruttano la palestra dell’Unità Spinale dell’ospedale Niguarda di Milano – prosegue Matteo – Ci sarebbe bisogno di un nuovo istruttore volontario, oltre agli attuali due, a cui va corrisposto un rimborso spese dopo un periodo di formazione sulla disabilità. L’attività specifica della scherma in carrozzina è iniziata nel 2007 all’Unità spinale Niguarda nell’ambito del progetto sport terapia – avviamento allo sport nel delicato compito della riabilitazione globale delle persone con lesione al midollo spinale. Nel 2006, poi, è nata l’Accademia scherma Groane con atleti normodotati e dal 2009 si dedicano unicamente ad atleti diversamente abili”.

Dal 30 maggio è stata attivata la campagna di crowdfounding

Ed ecco appunto la faccia «concreta» della questione: “Dal 30 maggio è stata attivata la campagna di crowdfounding finalizzata a tale scopo – spiega Matteo – Attraverso la piattaforma “Eppela.it fino al 7-8 luglio ci sarà la possibilità di donare la somma desiderata. Il link alla pagina per poter effettuare la donazione è raggiungibile da tre canali diversi: sulla pagina Facebook “L’Himalaya per la scherma paraolimpica” dedicata all’intero progetto, oppure sulle pagine “Nemeton Media Sport e Coraggio” e “Asg Accademia Scherma Groane”.