Il Giorno del ricordo, a Lissone, ha chiamato intorno al monumento dedicato ai Martiri delle Foibe oltre alle istituzioni locali anche le associazioni d’Arma e di volontariato.

Giorno del ricordo: per non dimenticare

Questa mattina, domenica, la città ha voluto commemorare i martiri dei massacri delle Foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata davanti al grosso cippo carsico posizionato in piazza Martiri delle Foibe.

Una cerimonia sentita, soprattutto dalle tante associazioni d’Arma che ogni anno non mancano di ricordare chi perse la vita nelle ex Province italiane di Istria e Dalmazia dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943.

Con la legge del 2004 che ha istituito il Giorno del ricordo si è colmato un vuoto. Una giornata importante per celebrare oltre a chi perse la vita nelle Foibe anche i 350mila italiani costretti ad abbandonare la loro terra, un esodo durato 15 anni. Una figura, su tutte, è stata quella di Norma Cossetto simbolo di tutte le vittime delle Foibe e testimone di quanto è successo in Istria. Abbiamo il dovere di fare memoria per tenere vivi i contenuti e i passaggi del nostro passato.

Questo è stato l’intervento del sindaco Concetta Monguzzi, dopo la posa della corona davanti al monumento che campeggia al centro della piazza dedicata proprio alle vittime della pulizia etnica jugoslava.

Presente l’Associazione Venezia-Giulia e Dalmazia

Soddisfazione e commozione è stata espressa anche dall’Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia che, ogni anno, non manca all’appuntamento e alle celebrazioni lissonesi.

La tragedia al confine orientale è da considerarsi una vera e propria pulizia etnica perpetrata dai partigiani comunisti del regime di Tito nei confronti degli italiani che abitavano quelle terre. L’obiettivo del regime jugoslavo, col silenzio della Partito comunista italiano, era quello di cancellare l’italianità millenaria di quella zona. La colpa di esuli e infoibati era semplicemente quella di essere italiani.

Così invece il vicepresidente dell’Anvgd di Monza e Brianza, Diego Formenti, che ha ringraziato l’Amministrazione comunale, il Gruppo Alpini e le tante associazioni per il supporto in occasione della Giornata del ricordo.

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Perchè un Giorno del ricordo?

La festività, celebrazione nazionale, è stata istituita dal Parlamento italiano il 30 marzo del 2004 con lo scopo di commemorare le vittime italiane nelle Foibe e i profughi dell’esodo giuliano-dalmata.

La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Così cita la legge che ha visto un iter di approvazione lungo e tormentato, con un aspro dibattito tra Centrodestra e Centrosinistra sia a livello nazionale che a livello locale.

I documentari

Qui riproponiamo due documentari dell’archivio storico dell’Istituto Luce-Cinecittà del 1946 e del 1947 sulla tragedia delle Foibe e sull’esodo da Pola, capoluogo dell’omonima ex Provincia italiana in Istria.

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