Il nido «Fantasia» di Limbiate compie quarant’anni e festeggia inaugurando il giardino d’inverno. La serra creata nel giardino dell’asilo comunale di via Garibaldi sarà un luogo dove i bimbi potranno piantare e veder germogliare le piantine anche quando fa freddo e piove: un angolo verde tutto per loro dove imparare l’amore per la natura e come prendersi cura di una piantina

Taglio del nasto

Al taglio del nastro di mercoledì pomeriggio erano presenti il sindaco Antonio Romeo insieme all’assessore alla Scuola Agata Dalò e i primi cittadini degli anni passati Angelo Fortunati e Francesco Zaccaria. Al loro fianco le educatrici storiche e quelle di oggi del nido «Fantasia». L’evento è stato accompagnato dalle note della banda musicale «Corinna Bruni»

Festeggiamenti e ricordi

Tempo di festa ma anche di ricordi con le prime educatrici Luisa Pellegrinelli, che ha prestato servizio al nido per 39 anni e 3 mesi e Antonella Passerini, da qualche anno passata negli uffici comunali. «Quando ha aperto il nido non c’erano i mobili ed era tutto da inventare – racconta Passerini – grazie all’educatrice Clara che arrivava da quattro di esperienza in un nido di Cinisello Balsamo, abbiamo avviato il servizio. E’ stato magnifico: non siamo mai stati trascurati e noi educatrici abbiamo fatto formazione tutti gli anni»

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La famiglia del nido Fantasia

La ex cuoca Elide, in servizio dal 1980 al 2002 ricorda con nostalgia il clima felice e sereno. «Organizzavamo tante feste e grigliate in giardino con i genitori – racconta – ho tanti bellissimi ricordi, eravamo una famiglia»

Il giardino d’inverno

Il nido di via Garibaldi all’inizio accoglieva una quindicina di bambini, oggi ne conta 39 suddivisi in due classi, una da 15 e una 24. «Siamo un gruppo molto affiatato, si lavora bene insieme e c’è tanta collaborazione» aggiunge una delle otto educatrici in servizio.
Il giardino d’inverno, realizzato da Sodexho, è dunque la novità che caratterizza il progetto annuale al nido. «Abbiamo già piantato i bulbi, ora ci piacerebbe coinvolgere i nonni e gli studenti della scuola agraria» auspica un’altra educatrice.