Implantologia a carico immediato. Placca batterica e traumi possono danneggiare irreparabilmente gli elementi dentari, fino a provocarne la caduta. Quando ciò accade solitamente i pazienti vengono colti da sconforto, come se non esistesse più speranza di recuperare il proprio sorriso naturale. Ma è proprio così?
Lo abbiamo chiesto al dottor Paoloantonio Cavellini degli studi odontoiatrici Vito e Nadia Mezzena, vero e proprio punto di riferimento in materia di grandi riabilitazioni delle arcate dentarie, specialista in grandi riabilitazioni estetico-funzionali dento/implantoprotesiche, “Prosthodonyic – Mondiale Recognized Specialist” e ”Mentor” presso il Kois Center di Seattle (USA), Centro di Eccellenza Mondiale di «Advancing Dentistry».

Implantologia a carico immediato l’ultima frontiera per chi ha perso i denti

«Grazie alle ultime innovazioni dell’implantologia anche i casi più difficili possono guarire. Gli impianti dentali post-estrattivi a carico immediato, infatti, permettono oggi di risolvere i problemi di quei pazienti che, a causa delle patologie legate alla placca batterica (parodontite, carie) o a traumi hanno perso gli elementi dentari delle arcate compromettendo così la funzionalità della bocca e l’estetica del sorriso» ha detto il dottore.

In realtà molti sono scettici, come convincerli?

«L’unico modo è quello di invitarli in un centro specializzato come il nostro. Qui, durante e dopo la prima visita spiegheremo loro che le innovative tecniche implantoprotesiche permettono di risolvere tutti i casi, sia che le perdite dentali siano parziali, sia addirittura totali. Con le radici artificiali, tutti possono ritornare a
masticare e a sorridere. Le innovative tecniche chirurgiche oggi a disposizione dell’implantologo e le più avanzate tecniche riabilitative protesiche non permettono solo di risolvere la maggioranza dei casi, ma concorrono a ridurre notevolmente la durata dei trattamenti con risultati sensibilmente migliorativi, minori
complicanze e riduzione dei costi rispetto al passato».

Bastano 48 ore per ottenere uno straordinario risultato

«Indipendentemente dal grado di compromissione delle arcate (che possono anche essere completamente senza denti, ndr) i pazienti ritornano a sorridere e masticare entro le 48 ore dalla chirurgia. Non è un miracolo, ma una metodica scientificamente testata e documentata, che si basa sui tempi della guarigione
ossea, sfruttando la stabilità primaria della radice artificiale posizionata in bocca e misurata con la macchina utilizzata per inserire l'impianto. La corretta stabilità primaria, ovvero la forza impressa nell’avvitamento dell’impianto espressa in newton-centimetri (NC), è la chiave del successo della terapia, perché permette di protesizzare l’impianto stesso, mettendo il paziente nelle condizioni di poter masticare immediatamente».

Cosa c’è dietro al «miracolo»

«Questo piccolo grande miracolo di cui è artefice la tecnica del carico immediato è possibile perché si sfrutta la finestra temporale di stabilità primaria compresa tra 0 e 72 ore. In questa fase si finalizza l’impianto senza rischi di interferire nella guarigione dell'osso che inizia dopo le 72 ore. Anche in caso di estrazioni dentarie multiple o totali l’atto chirurgico è unico e prevede il posizionamento delle radici artificiali e la rilevazione di impronte e relazioni intermascellari per la realizzazione del manufatto protesico, consentendo al paziente di subire in una singola seduta tutte le fasi di una riabilitazione orale complessa. Tempi tanto contenuti favoriscono la ridotta assunzione di farmaci e una riduzione delle complicanze post operatorie che con le precedenti tecniche venivano moltiplicate per il numero delle sedute».

Le fasi preliminari del trattamento

«Prima di procedere con l’implantologia è importante eliminare le cause che hanno determinato la parodontite e/o le lesioni cariose, cioè i batteri. Proprio questi ultimi, infatti, provocano le principali patologie odontostomatologiche. I batteri proliferano più velocemente all’interno del cavo orale grazie all’umidità
costante e alla temperatura corporea presente di circa 37 gradi.
I danni causati sono di due tipi: possono colpire i denti, inducendo le lesioni cariose (danni alla struttura dentale), e/o il parodonto (tutto ciò che circonda il dente, gengiva, legamento ed osso) provocandone un’infiammazione cronica, definita gengivite qualora l’infiammazione sia superficiale e le gengive si presentino più gonfie, scure e sanguinanti. Si parla invece di parodontite, qualora la compromissione sia più profonda e vada ad intaccare l’osso».

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Rimozione dei batteri con la terapia causale

«Il protocollo prevede l’esecuzione della terapia causale che ha come scopo il raggiungimento di due obiettivi: il primo è quello di rimuovere placca e tartaro sopra e sotto-gengivale, mentre il secondo è quello di insegnare al paziente le manovre di igiene orale per la rimozione quotidiana della placca. La rimozione dei
batteri tramite igiene professionale e la parte “didattica” per insegnare le corrette modalità di igiene a casa al paziente sono svolte dall’odontoiatra/igienista durante le sedute in ambulatorio. La terapia si svolge in numero di sedute variabile da un minimo di 2 fino ad un massimo di 6 in relazione ai denti rimasti e alla
gravità del caso. Salvo evenienze particolari, le sedute hanno frequenza settimanale. In seguito alla terapia causale, che normalmente si fa una volta nella vita, il paziente entra in un programma di mantenimento personalizzato, ossia richiami di igiene orale prima mensili e poi ogni 3-6 mesi, stabiliti in base alla gravità
della compromissione. Durante le sedute si valuta come sta lavorando a casa e si controlla la carica batterica».

L’intervento chirurgico

«Grazie alla terapia causale e con i supporti diagnostici radiografici (status RX, T.A.C. cone-beam), nonché i modelli studio e l’analisi digitale fotografica (Digital Smile Design) del caso, si pianifica un piano di trattamento. Non è detto che si ricorra agli impianti, se infatti i denti possono essere salvati, il dentista li
curerà. Se, al contrario, non potranno essere mantenuti, verranno sostituiti con manufatti protesici che possono essere applicati sia su denti naturali, sia su impianti, a seconda di quanto deciso in fase di pianificazione dell’intervento. Questa fase rappresenta la conclusione delle terapie odontoiatriche».

Digital Smile Design, che cos’è?

«E’ l’Analisi Digitale Fotografica del sorriso con la quale il paziente può prendere visione prima che l’intervento sia eseguito di come sarà il suo sorriso una volta ultimato il percorso di riabilitazione».

Sorriso dall’aspetto naturale

«Il posizionamento dell’impianto nella fase post estrattiva non solo riduce tempi e disagi al paziente ma ne migliora notevolmente il risultato estetico, poiché nella successiva fase di riabilitazione protesica, anch’essa realizzata con tecniche avanzate, è impedito il collassamento e la conseguente perdita dei tessuti molli che
erano sostenuti dalla parte sopra ossea del dente estratto».

La tecnica flap-less

«Tradotto dall’inglese “flap-less” significa “senza lembo” ed è una procedura che rappresenta senza dubbio un ulteriore passo in avanti nel mondo dell’odontoiatria.
Essa permette il posizionamento degli impianti senza esporre come una volta la cresta ossea cioè non usando più nè il bisturi, nè le suture.
Tutto ciò favorisce il decorso post-operatorio limitando i disagi e soprattutto i trattamenti a rischio per quei pazienti con problemi della coagulazione sanguigna determinati da varie patologie metaboliche o che assumono quotidianamente farmaci per problemi cardiaci o vascolari, riducendo enormemente il rischio di
emorragie post operatorie e nei casi più gravi senza l’interruzione delle terapie farmacologiche».

Una grande conquista per la salute della bocca

«Nel complesso il carico immediato è un grande passo in avanti rispetto alle tecniche degli ultimi vent’anni. Esteticamente il lavoro è più efficace e i costi, tempi e disagi per il paziente si riducono. Inoltre, grazie all’indispensabile valutazione dei rischi si ottiene una prognosi a lungo termine più affidabile e predicibile».

Per finire il prezzo

«Oggi recuperare il proprio sorriso più naturale è agevole, sicuro e, dettaglio fondamentale in periodo di crisi, sostenibile dal bilancio famigliare». «Ricordo – ha concluso il dottor Cavellini – che un trattamento odontoiatrico effettuato a regola d’arte assicura un risultato duraturo nel tempo, permette di pianificare il
costo una volta per tutte e annulla il rischio di recidive mettendo il paziente al riparo da brutte sorprese in futuro».