Grazie all’aiuto dei trezzesi e della Fondazione Cariplo, che hanno dato una grossa mano per completare i lavori, il cantiere che di fatto ha riqualificato l’ex oratorio femminile trasformandolo nella Casa di don Peppino è finito. E oggi, sabato, la magione dedicata all’indimenticato parroco ha potuto aprire le porte alle associazioni locali, e in un futuro prossimo, anche alla libreria Il Gabbiano.

Inaugurata la Casa di don Peppino

Nelle sue cinque stanze, a turno, durante la settimana si alterneranno infatti ben 18 sodalizi locali, ma in futuro potranno essere anche di più. Sono tutti quelli che hanno firmato l’accordo con la parrocchia che prevede l’uso gratuito degli spazi, garantendo però una propria assicurazione (che va ad aggiungersi a quella della struttura redatta dall’ente religioso).
Questa mattina, sabato, erano presenti le delegazioni dei sodalizi insieme a don Alberto Cereda, a Paola Pessina, rappresentante di Fondazione Cariplo, al progettista, l’architetto Matteo Maggioni, al sindaco Danilo Villa e ai quattro candidati alla sua poltrona, Silvana Centurelli (Lista civica per il cambiamento), Sergio Confalone (Città viva), Massimo Colombo (Trezzo al centro) e Tea Geromini (Obiettivo comune), invitati a rispondere a una domanda legata alle possibili collaborazioni fra l’amministrazione pubblica e la Casa di don Peppino. Oltre alla magione delle associazioni, questa diventerà anche il nuovo nido della libreria Il Gabbiano (nell’ex salone) trasformandosi in un vero e proprio centro culturale. Continua, infatti la sottoscrizione per pagare al Comune gli oneri per il parziale cambio di destinazione d’uso (circa 23mila euro). Nel momento in cui gli oneri saranno pagati, la libreria di fatto potrà insediarsi nell’immobile parrocchiale.

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