Insulti e minacce al sindaco di Lentate sul Seveso Laura Ferrari dopo la sua scelta di non prevedere alcuna celebrazione per il 25 aprile. Messaggi di solidarietà dal Pd e dal vice capogruppo regionale della Lega Andrea Monti.

Insulti e minacce al sindaco dopo la scelta sul 25 aprile

Dopo la decisione di non prevedere alcuna cerimonia con discorsi istituzionali per il 25 aprile, limitandosi alla deposizione di una corona di alloro (LEGGI QUI LA NOTIZIA), il sindaco Laura Ferrari è stata vittima di un vero e proprio linciaggio sui social. Se in molti le hanno manifestato il proprio appoggio, infatti, molti altri l’hanno coperta di offese e insulti. Attacchi a cui il primo cittadino ha risposto con un commento sul proprio profilo social:

La decisione di sospendere – nel senso di non organizzare cortei o discorsi istituzionali ma di “limitarci” a deporre la corona di alloro in onore dei caduti – è stata assunta in maniera ponderata, consapevole, rispettosa. La rivendico e confermo che la prenderei ancora mille volte, con il dichiarato scopo di “fermarci e riflettere”. Molti i messaggi di sostegno, composti ed educati. Molti purtroppo anche gli insulti e le minacce, avanzati da chi dimostra di non avere capito (o, forse, di non volere capire) le mie parole e, soprattutto, di essere antidemocratico e violento. Per queste persone, evidentemente, i momenti di riflessione non serviranno mai.

Solidarietà dal consigliere Andrea Monti (Lega)

A esprimerle solidarietà il vice capogruppo regionale della Lega Andrea Monti:

Stranamente se il sindaco donna, colpita da forte violenza verbale, è di centrodestra, non costituisce una vittima degna di essere difesa, come sempre la doppia morale di un certo perbenismo ha colpito ancora. La colpa del sindaco sarebbe quella di aver alzato la testa di fronte a chi, da anni, utilizza le celebrazioni del 25 aprile per fomentare le più bieche e becere pulsioni di odio politico. Purtroppo però la verità della questione è stata distorta, affermando che il sindaco avrebbe abolito la festa della Liberazione. Non si tiene conto infatti di quanto accaduto lo scorso anno proprio a Lentate, dove la senatrice Ricchiuti, intervenuta a nome dell’associazione partigiani, in barba al clima pacifico della manifestazione, con un discorso carico di livore, avrebbe paventato nientemeno che il ritorno del fascismo in Brianza. Fa specie che chi si riempie la bocca di democrazia e valori, gli stessi conquistati proprio il 25 aprile pagando un caro tributo di sangue, sia il primo a fomentare l’odio in tutti i modi, disprezzando tutti coloro che la pensano diversamente. Un plauso quindi al Sindaco Ferrari, che non ha abolito il 25 aprile, ma ha deciso che ci si limiterà a festeggiarlo commemorando i morti, deponendo una corona in loro ricordo. Niente spazio a tromboni e tromboncine, niente spazio a chi pensa di cavalcare l’odio per ritagliarsi un pezzettino di notorietà. Nel nostro comune, a Lazzate, dal 1993 si festeggia il 25 aprile dando voce solo ai bimbi di scuola, che ricordano e omaggiano il sacrificio di chi ha perso la vita per la nostra libertà. Niente discorsi, nemmeno da parte del sindaco, tantomeno da ANPI o altri. Nessuna polemica e nessun inutile ciarpame ideologico. Solo il ricordo, il rispetto e l’educazione ai valori più profondi e democratici rappresentati da questa festa. Considerato il livello di violenza verbale raggiunto nei confronti del Sindaco Ferrari – conclude Andrea Monti – anche gli altri primi cittadini della Brianza, e non solo, dovrebbero fare la stessa cosa.

Il commento del Pd di Lentate

Non condividiamo assolutamente alcuni commenti poco consoni al nostro stile e modo di fare politica. Siamo consapevoli che il clima che si è venuto a creare negli ultimi giorni, sia piuttosto teso, in particolar modo riguardo alla scelta della nostra amministrazione comunale di non voler celebrare la ricorrenza del 25 Aprile, giornata della festa della Liberazione, ma questo non autorizza alcuno ad usare toni e termini che possano ferire le persone. Difendiamo la libertà di pensiero e di parola, ma sempre nel rispetto della persona, chiunque essa sia, e a qualsiasi colore politico appartenga, pertanto vi chiediamo gentilmente di non commentare le nostre pubblicazioni con termini e frasi che possano incitare all’odio e alla violenza. Come partito democratico ci dissociamo da qualsiasi attacco aggressivo nei confronti di chiunque, anche dei nostri avversari politici.