La Banca di Credito Cooperativo di Triuggio e della Valle del Lambro ha premiato gli studenti meritevoli.

Studenti meritevoli

Una cerimonia molto emozionante quella di ieri sera (giovedì 28 febbraio 2019) presso la sala conferenze di Villa Biffi a Rancate. “Le mie vite in gioco” il titolo della serata che ha avuto come ospite d’eccezione Ian Sagar. Tre volte campione d’Europa con la Nazionale inglese, ha vinto una medaglia di bronzo alle Paraolimpiadi del 2016 e ora gioca nella Briantea84, società di Cantù che da anni è al vertice del campionato cestistico in carrozzina.

Il saluto del sindaco

“Complimenti a questi giovani che rappresentano il futuro – ha dichiarato il sindaco Pietro Cicardi durante la serata – Spero che queste eccellenze rimangano tra noi. Spesso succede che i giovani debbano andare altrove per trovare lavoro. L’auspicio è che si possano creare le condizioni anche per rimanere nel nostro Paese”. “Qualche anno fa per questa serata abbiamo coniato il titolo “Io ce l’ho fatta” per dimostrare che con lo studio, l’impegno, la volontà, si può arrivare dove uno si prefigge delle mete – ha aggiunto Roberto Caspani della Bcc – Questa sera abbiamo ospite Ian che è la dimostrazione che con la forza di volontà e l’impegno si può arrivare ovunque”.

Il presidente della Bcc

“Siamo all’11esima edizione di questa iniziativa – ha spiegato il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio e della Valle del Lambro, Silvano Camagni – Cercare di essere vicini alle esigenze dei giovani è una delle nostre sensibilità. Vorrei congratularmi con voi e le vostre famiglie che vi hanno sostenuto durante gli studi. Sicuramente, in questo percorso di sacrificio hanno dato il loro contribuito anche i vostri genitori al termine del quale, sono certo, che avete maturato dei valori utili alla professione che andrete a svolgere. Lo studio consente di dotarsi di uno spirito critico e autocritico in una società sempre più appiattita e massificata. Il modello di banca che rappresentiamo è una banca cooperativa che ha come referenti principali i propri soci. Una condizione che ci consente di operare con un vantaggio informativo e di relazione in sinergia con i soggetti che agiscono sul territorio: associazioni, parrocchie, attività varie che riteniamo meritevoli di essere sostenute. Da qualche tempo abbiamo aperto le porte a giovani dai 18 ai 35 anni. Il gruppo sfiora le 300 unità e si trova periodicamente per organizzare iniziative, convegni, dibattiti ma anche momenti ludici. Oltre a momenti di formazione per avvicinare i giovani a una cultura di vita basata sulla comunità. E’ una proposta che rivolgo a voi giovani”.

La storia di Ian Sagar

E’ il 1999 quando Ian Sagar, allora 17enne, chiede a un suo amico di fargli provare il motorino appena comprato. Mezz’ora dopo la vita di Sagar prende una piega da cui non si può tornare indietro: una caduta, la lesione del midollo spinale, la carrozzina. Da quel momento il mondo cambia, bisogna adattarsi a una nuova realtà e imparare tutto da capo. Ian lo fa, senza fermarsi di fronte agli ostacoli, quelli fisici e quelli che la vita gli mette davanti, con la certezza che l’unico modo è stringere i denti e prendere il buono che ancora può arrivare. Per esempio, una splendida carriera nello sport. Il basket in carrozzina, prima semplice passatempo, diventa un talento da coltivare, poi un lavoro e fonte di grandi vittorie tra Spagna, Italia e nazionale inglese. In mezzo c’è molto altro e tante sfide non solo sportive. Questa è la prefazione del libro scritto con il giornalista Alessandro Camagni, che ripercorre le tappe della vita di un campione e sfata alcuni falsi miti su disabilità e sport, senza pietismi e retorica. “Oggi non riesco a immaginarmi senza la carrozzina, perché da quando ho 17 anni non c’è stato momento in cui sia stato a più di due metri da lei. D’altronde, ognuno di noi le gambe le porta sempre con sé”. Ian ora vive a Mariano Comense, è sposato e ha due figli.

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L’intervista a Ian: cosa vuoi dire a questi ragazzi che hanno raggiunto un piccolo grande obiettivo?

“Abbiate grandi sogni – ha incalzato Ian – Quando ero in ospedale, per 4 mesi ho fissato il soffitto. Sono quasi diventato matto. Dovevo ricominciare da capo e con l’aiuto della famiglia e degli amici ce l’ho fatta. Se usi forza e grinta non esiste nulla che non si possa fare. Questo è il messaggio per voi ragazzi. Ogni giorno mi metto davanti allo specchio e mi chiedo: Cosa posso fare per migliorare? Un piccolo miglioramento ogni giorno, col tempo diventerà un grande miglioramento. Per questo bisogna avere grandi sogni e tentare sempre di andare a prendere le stelle”.

Quanto sono stati importanti i tuoi genitori?

“La famiglia è fondamentale – ha aggiunto Ian – Quando mi sono svegliato dal coma, la prima cosa che ho pensato è che stavo facendo soffrire mia madre. Lì ho capito che non dovevo mollare perché lei ha fatto di tutto per me, senza giudicare, senza chiedere perché. Dovevo tenere duro per lei. Così ho tenuto tutto dentro. Ringrazio la mia famiglia e i miei amici che non mi hanno mai mollato. Queste persone che ti amano senza condizioni devi sempre tenerle vicine, rimarranno per sempre nella tua vita”.

La tua storia insegna che si può sbagliare ed è da lì che bisogna ripartire

“Dagli sbagli impari sempre qualcosa – ha affermato Ian – Non bisogna avere paura di provare a raggiungere le migliori cose possibili. Una persona è la somma della sua esperienza: più scelte e sbagli hai fatto, più bravo sei. Questa strada mi ha portato qua, dove mi piace essere”. Ian ha collezionato diverse vittorie: 5 Scudetti di cui 3 consecutivi, 4 Super Coppe, 5 Coppe Italia, un Bronzo nel 2016 ai giochi paralimpici di Rio De Janeiro, 3 volte campione d’Europa. “Anche sei hai vinto quasi tutto c’è sempre un’altra stagione sportiva che riparte – ha commentato Ian – Grazie a Briantea ho imparato a essere un campione e in Italia ho conosciuto mia moglie”. Quindi l’appello finale rivolto ai giovani studenti: “Prendete questa forza perché ne ho abbastanza da condividere con tutti”. “Devo congratularmi con te perché in ogni tua risposta traspariva la tua dedizione e caparbietà nonostante una vita ad ostacoli – ha concluso il presidente Camagni – Sei un uomo esemplare”.

Le borse di studio

Al termine sono state consegnate le borse di studio a 58 studenti: 23 alunni delle medie, 20 delle superiori e 15 laureati.

Il servizio completo anche sul Giornale di Carate in edicola martedì 5 marzo 2019.