L’«esercito del candore» conquista i Boschetti: Un migliaio i partecipanti alla quarta edizione della Cena in bianco a Monza.

Cena in bianco

L’esercito del candore ha conquistato – senza utilizzare armi – i Boschetti Reali della Reggia di Monza. Un luogo spesso finito sotto i riflettori della cronaca cittadina per il fenomeno dello spaccio, ma che per una sera è tornato affascinante e seducente. E questo grazie all’azione sinergica tra Lorena Sala – promotrice della «Cena in bianco» a Monza, giunta ormai alla quarta edizione – e l’Amministrazione comunale.

Cena in bianco

Quarta edizione

Dopo piazza Trento e Trieste, la Villa Reale e piazza Roma, infatti, si è optato per una location differente. Un migliaio i partecipanti all’iniziativa che nella città di Teodolinda sta divenendo un appuntamento fisso nel calendario. «Questo è prima di tutto un evento conviviale – ha spiegato l’organizzatrice – Ci troviamo qui tra amici, creiamo nuovi legami, il tutto in location d’eccezione. E poi c’è la cura per l’eleganza. Questa edizione è stata davvero magica, perché abbiamo riportato i Boschetti al loro antico splendore. Ma questo è stato possibile solo grazie all’interessamento dell’assessore alla Cultura Massimiliano Longo».

Cena in bianco

Il format

Ai protagonisti viene imposta soltanto una regola: tutto deve essere bianco. Dalle scarpe ai cappelli, camicia, giacca, cravatta, gonna, guantini. Insomma: dress-code total white. Ma l’aspetto più curioso non riguarda l’abbigliamento. Già, perché anche il cibo deve rispettare il codice. E pure le bevande. Così come i tavolini, le posate, i bicchieri, le sedie. Insomma il candore è il vero protagonista di questo evento che ormai ha già conquistato l’Italia e che, numeri alla mano, non dispiace nemmeno ai monzesi, che non perdono l’occasione di sfoggiare i propri abiti migliori per godersi una cena in compagnia di amici.

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Cena in bianco

Sul piatto anche la solidarietà

Un successo di pubblico, quindi, anche perché l’evento è gratuito, aperto a tutti e pure solidale. In occasione della festa, infatti, è stato possibile effettuare donazioni libere a favore dell’associazione «Alice onlus», un sodalizio milanese di psicologi specializzati in età evolutiva, adolescenza, genitorialità, che lavora attraverso prevenzione, formazione e clinica.

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