L’ex ministro Roberto Castelli è stato nominato presidente di di Autostrada Pedemontana Lombarda.

L’ex ministro Castelli ai vertici di Pedemontana

Roberto Castelli, neopresidente di Pedemontana

L’Assemblea dei Soci di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A., che si è riunita giovedì 18 luglio 2019, ha nominato l’ingegner Roberto Castelli presidente della Società. Già membro dallo scorso agosto del Consiglio di amministrazione di Autostrada Pedemontana Lombarda, Roberto Castelli, leghista della prima ora,  si è laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano nel 1971. Parlamentare dal 1992 al 2013, è stato ministro della Giustizia dal 2001 al 2006 e viceministro alle Infrastrutture con delega alle opere connesse a Expo 2015 dal 2008 al 2011.

Ha lavorato per trent’anni nel campo dell’acustica applicata, dapprima come direttore tecnico della Lafranconi di Mandello del Lario, e poi come libero professionista ed imprenditore nei sistemi di controllo del rumore, nella sicurezza in fabbrica e nella consulenza e rilascio di certificazioni ed omologazioni CE. È stato, inoltre, consulente tecnico d’ufficio (Ctu) presso il Tribunale di Lecco.

Candidato alle elezioni comunali lecchesi del 2010 è stato sconfitto dall’attuale primo cittadino Virginio Brivio. Nel settembre del 2013 si è dimesso  dalla carica di consigliere comunale di Lecco annunciando il suo “addio alla politica attiva”

“Dieci presidenti in dieci anni”

Dario Balotta, Europa Verde

“Con la nomina di Roberto Castelli a presidente di Pedemontana – ha sottolineato Dario Balotta, esponente di Europa Verde – siamo al decimo presidente in 10 anni. Uno all’anno. Questa è la fotografia di della Concessionaria autostradale che è su un binario morto da anni.

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“Quella di Pedemontana – ha proseguito Balotta – è una patologia che la politica non ha mai voluto curare e che forse ha alimentato volutamente. In 15 anni la concessionaria ha dissipato tutto lo stanziamento statale di 1,4 miliardi, per soli 22 km del primo lotto spendendo la cifra record di 66 milioni a km. La regione Lombardia che detiene il 78% delle azioni di Pedemontana insiste su progetto che non è sostenibile né dal punto di vista ambientale né da quello economico, e le strade realizzate fino ad oro sono semivuote.  Sembra che  Pedemontana debba essere tenuta in vita per assicurare il posto di lavoro ai 121 dipendenti (3 addetti a km, un record per un’autostrada senza caselli)”.

I dieci presidenti che si sono succeduti alla guida di Pedemontana Lombarda sono, nell’ordine: Fabio Terragni, Salvatore Lombardo, Bernardo Magri, Bruno Soresina, Marzio Agnoloni, Massimo Sarni, Antonio Di Pietro, Federico D’Andrea, Andrea Mentasti e, infine, Roberto Castelli.

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