Morgan scrive al sindaco Allevi: “Pensavo fossi un amico, non metterò mai più piede nella città che mi ha tradito, umiliato e violentato sotto gli occhi di tutti”.

Morgan scrive al sindaco Allevi

“Monza ha negato il rispetto a un uomo che ha solo e sempre portato le sue origini nel palmo di mano e prestato servizio alla comunuità gratuitamente e amorosamente”. Morgan, dopo lo sfratto dalla sua abitazione di Triante in via Adamello, e commentando la decisione della Giunta di Sutri – guidata da Sgarbi – di chiudere le porte al cantautore che avrebbe portato lì i suoi strumenti offrendo lezioni di musica gratuite, è tornato a parlare di Monza, attaccando l’operato dell’Amministrazione comunale nell’ambito della vicenda che l’ha visto protagonista.

Il commento di Morgan

“La casa di un musicista è il luogo dove crea. Tutte le case degli artisti lo sono. Il valore di una casa di artista non dipende da quanti quadri di Picasso contiene perché è essa stessa il quadro e quando giudichi un quadro non giudichi se la tempera era costosa o era sabbia raccolta per strada. Dico questo perché è evidente che bisogna spiegare tutto bene, passo per passo. Oggi, da tutto quel che ho potuto vedere, dalle reazioni, i commenti le opinioni, gli interventi, pochissimi pare abbiano centrato il tema e ne abbiano colto l’importanza civile, sociale, nazionale, umana, esistenziale. Sgarbi, che si dimostra uomo di grande intelligenza, di profonda conoscenza, di cultura vera e divulgativa ha immediatamente capito il tema, lo ha abbracciato e divulgato ma siamo in un’epoca per l’Italia di evidente regressione e non lo hanno capito. Lui è un uomo che sa leggere l’arte come pochi al mondo, quindi sa leggere il mondo. Immagino quanto sia deluso dal vedere la città di cui è sindaco agire in modo così volgare e primitivo”.

L’attacco alla Giunta di Monza

“Ho scritto personalmente al sindaco di Monza che ritenevo un amico che non metterò mai più piede nella città che mi ha tradito, umiliato, violentato sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno abbia mosso un dito. Io tra pochi giorni consegnerò la relazione al ministero dei beni culturali perché si pronunci su un tema del tutto non legiferato, e che solleva una questione che riguarda il patrimonio artistico in generale e il ruolo degli artisti nel contesto sociale. Questioni molto rilevanti anche agli occhi degli altri paesi che hanno spesso più gratitudine e rispetto del nostro patrimonio dal quale noi potremmo ricavare molta soddisfazione, se solo fossimo in grado di riconoscerlo”.