Notre Dame brucia, siamo tutti più poveri. Perché è una cattedrale capace di suscitare in noi sentimenti ed emozioni.

Notre Dame brucia

Non è una notizia locale, no. Però dopo tanti messaggi ricevuti da parenti e conoscenti, anche dall’amico con cui la visitai per la prima volta nei lontani anni Ottanta, ho ritenuto  doveroso scrivere qualcosa su una cattedrale che è nel cuore di tanti di noi. Per  motivi diversi.

Io l’ho scoperta nel mio primo viaggio a Parigi e ne sono rimasto affascinato, i miei figli l’hanno amata con un film d’animazione, per la simpatia ispirata da un Gobbo dal cuore grande. Oggi mi sono reso conto  che anche tanti amici hanno sofferto nel vedere quelle fiamme distruggere un simbolo. Fiamme non paragonabili a quelle dell’11 settembre 2001, ma che ci hanno comunque colpito nel profondo, tanto che ho ricevuto più di un enjoy con grossi  lacrimoni da chi ha condiviso con me una perdita, chi ha condiviso una tragedia.

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A fuoco un simbolo

A bruciare non è solo un simbolo della Francia, ma dell’Europa tutta, di tutta l’umanità. Quanti amano l’arte, le cose belle, non possono che commuoversi davanti a una tragedia, che pure non ha fatto vittime. Stasera tanti di noi, penso tutti coloro che hanno avuto la fortuna di visitare quell’imponente cattedrale, andranno a dormire un po’ più tristi, consci di aver peso qualcosa. Mi pareva doveroso ricordare quanto accaduto  anche qui, pur consapevole  di fare una digressione, perché questo è un giornale online di informazione locale e la Francia è lontana… ma a volte bisogna anche andare oltre, dove il cuore ci porta. Sono certo che i lettori mi perdoneranno.

Maurizio Colombo