Da Sciacca alla Brianza in ricordo di Emilio «Milo» Ravasio, lo sfortunato ciclista brianzolo scomparso il 27 maggio del 1986 all’età di 24 anni dopo una tragica caduta durante la prima tappa del Giro d’Italia.

Da Sciacca alla Brianza

Parte dalla cittadina in provincia di Agrigento, famosa in tutto il mondo per la ceramica (e coinvolge i comuni di Carate Brianza, dove era nato nel 1962 e di Verano, dove «Milo» è cresciuto e riposa), l’iniziativa di dedicare nei prossimi mesi una cerimonia al giovane corridore della Atala-Omega.  A lanciarla è Aurelio Licata, il «re delle granite» siciliane titolare di un bar al porto di Sciacca, il primo a prestare soccorso a Ravasio dopo la rovinosa caduta che gli costerà la vita. E’ lui, ogni anno, a deporre un mazzo di fiori sul luogo dell’incidente, a pochi passi dalla vecchia via Boccone del Porto oggi intitolata proprio al ciclista di Verano Brianza.
Lo stesso Licata si è fatto promotore della organizzazione della commemorazione tramite Lillo Craparo, suo amico di lungo corso ed ex sindaco della città di Sciacca, da vent’anni residente a Monza, dove ha esercitato a lungo le funzioni di direttore amministrativo dell’ospedale San Gerardo.

Esordio da professionista nel 1985

Classe 1962, Ravasio ereditò la passione per le due ruote dal fratello Claudio, a sua volta professionista. Si fece notare già dai primi anni, quando correva nella «Alberto da Giussano» e da dilettante nel «Comense». Nel 1981 con la «Passerini gomme» di Milano si affermò come forte scalatore. Nel 1984 era in maglia azzurra al Tour dell’Avenir e arrivò terzo nella difficile tappa del Tourmalet. Passò poi tra i professionisti nel 1985 e partecipò per la prima volta al Giro d’Italia concludendo al 106esimo posto. Nell’edizione successiva fu vittima di una caduta nella prima tappa della Corsa Rosa. Si rialzò ed arrivò al traguardo a Sciacca. Dopo poche ore fu colpito da malore e morì dopo sedici giorni di coma all’ospedale di Palermo.

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