La parola con i suoi significati al centro. L’uso di immagini evocative, il pensiero che si traduce in versi per dare risalto alle emozioni. Una cornice da sogno quella della Reggia di Monza, nel salone delle feste, dove sabato pomeriggio si è tenuta la cerimonia di premiazione della nona edizione del Premio di Poesia indetto dalla Casa della Poesia di Monza, che quest’anno è stato dedicato a Isabella Morra, poetessa lucana del ‘500.

Una sala gremita per un appuntamento che ha messo «in primo piano la cultura» come ha spiegato il sindaco DarioAllevi intervenuto per l’occasione. “È una forma di medicina per una società malata – ha proseguito – l’antidoto per abbattere i muri e sconfiggere i pregiudizi”. Un premio nato a Monza 9 anni fa e che è diventato celebre su tutto il territorio nazionale. Anima della manifestazione e fondatrice del concorso l’energica Antonetta Carrabs che con grande emozione ha guidato il pubblico all’ascolto delle poesie vincitrici.

Una giuria per tre categorie

Tre categorie: adulti, detenuti di San Quirico e studenti ai quali è stato dato spazio “perché sono i giovani il nostro futuro” come ha commentato Carrabs. Una giuria presieduta dall’illustre poeta Guido Oldani, promotore del “realismo terminale”, da poco diventato anche oggetto di studio nei percorsi di studio universitari. “Nessuno si senta sconfitto – ha commentato – quando si organizza un concorso, le poesie in gara appartengono ad un mosaico, un’antologia che ci aiuta a comprendere il tempo che stiamo attraversando”. Oltre a Oldani e Carrabs, sei gli altri giurati: Elisabetta Motta, Massimo Morasso, Donatella Bisutti, Andrea Galgano, Iride Enza Funari, Gianna Parri, che hanno analizzato 250 opere per la categoria adulti, 50 per quella studenti e 31 per quella dei detenuti.

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