E’ rimasta fuori per un soffio dalla cinquina finalista del Premio Strega 2019. L’entusiasmate avventura della veduggese Paola Cereda si è fermata ieri, mercoledì.

Ad un passo dalla finale

La cerimonia che ha ufficializzato la cinquina finalista del Premio Strega si è tenuta ieri, mercoledì,  al Tempio di Adriano a Roma. Paola Cereda, scrittrice e psicologa veduggese, ha meritato con il suo “Quella metà di noi” (Perrone) 133 voti, solo 26 in meno della quinta classificata che ha invece potuto accedere alla fase finale del prestigioso riconoscimento letterario. Un risultato comunque da applausi.

“Quella metà di noi non poteva che stare nel mezzo!  – ha commentato Cereda sulla sua pagina Facebook – Siamo arrivati sesti ed è un traguardo bellissimo. In queste settimane abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti che hanno accompagnato i nostri giorni e questa stupenda avventura de Il Premio Strega. Il risultato è di tutti: Mariacarmela Leto, Giulio Perrone, Isabella Borghese, Antonio Sunseri, Carlotta Aulisio, Nina Ferrarese, della mia super agente Si Meux di Meucci Agency, del (sempre lui) Nicola Nurra, di Torino, di Barriera di Milano, di voi lettori, librai e blogger che avete letto, amato e raccontato “Quella metà di noi”. Grazie ai compagni di viaggio della dozzina e buon cammino ai cinque finalisti!”

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La cinquina che si contende il premio

Davanti a tutti, c’è Antonio Scurati con 312 voti assegnati al suo “M. Il figlio del secolo” (Bompiani): oltre 800 pagine sui primi anni dell’ascesa di Mussolini. Al secondo posto, ma lontana ben 109 voti, “Il rumore del mondo” (Mondadori) di Benedetta Cibrario (203 voti), al terzo c’è Marco Missiroli (189 voti) con “Fedeltà” (Einaudi). Gli ultimi due posti disponibili sono occupati da Claudia Durastanti con “La straniera” (La nave di Teseo), 162 voti, e  “Addio fantasmi” di Nadia Terranova con 159 voti (Einaudi Stile Libero).