Presepi dei rioni a Meda, c’è tempo ancora oggi per ammirarli. Ecco dove trovarli.

I presepi dei rioni conquistano tutti

Anche quest’anno i magici presepi delle quattro contrade di Meda hanno incantato grandi e piccoli. Una tradizione che si rinnova e che non smette mai di entusiasmare la comunità: adulti, giovani e bambini hanno potuto ammirare le meravigliose opere realizzate dai rioni del Palio, inaugurate domenica 23 dicembre. Per i più piccoli è stato di nuovo proposto il «Girapresepi»: tutti i bambini che visitano i presepi e completano l’apposita scheda con i timbri delle quattro contrade vengono omaggiati dall’associazione Palio con una bella sorpresa. I presepi rionali sono visitabili fino al 6 gennaio dalle 16 alle 19. Ecco dove trovarli: quello della Belgora nell’omonima cascina in via Como 85, quello del rione Fameta in via Moncenisio 14, del Bregoglio in via Cristoforo Colombo 18 e del San Giuann in via Libertà 22.

Rione Fameta

«Come sempre abbiamo realizzato un presepe tradizionale, cercando di riprodurre in modo realistico l’ambientazione del presepe palestinese – spiega il capitano del rione Fameta Carlo Cazzaniga – Abbiamo proposto una rappresentazione classica della Natività senza rinunciare ai giochi di luce. Quest’anno inoltre lo abbiamo allestito in uno spazio nuovo, un vecchio laboratorio che abbiamo adattato, ed è possibile ammirarlo non più solo frontalmente ma girandoci intorno».

 

Rione Belgora

Un presepe molto tradizionale è quello realizzato anche dai contradaioli della Belgora, come spiega il capitano Lorenzo Vergani: «Abbiamo optato per un impianto molto realistico, ambientandolo nel deserto proprio per rendere al meglio l’idea della Natività nei suoi luoghi originari. Quest’anno abbiamo aggiunto anche i Re Magi per attribuirgli un carattere ancora più “arabeggiante”».

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Rione Bregoglio

«L’idea ci è venuta da un lavoretto portato da una nostra contradaiola alla riunione: era un personaggio del presepe fatto ritagliando un cartoncino nero e incollando della carta velina per colorarlo. Abbiamo pensato di farlo in grande, inserendo tutti i personaggi. Per dare più importanza a Gesù abbiamo usato solamente carta velina bianca e lo abbiamo posizionato più avanti rispetto al resto – spiega il capitano Susanna Caimi – Volevamo anche inserire una frase che spiegasse l’importanza della luce che da dietro ogni cartoncino illumina tutto il presepe ed esalta i colori. La scelta è ricaduta su una frase del Vangelo di Giovanni: “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo”».

Rione San Giuann

«Il nostro è un presepe tradizionale, ma al contempo concettuale – spiega Italo Marelli, capitano del rione San Giuann – Abbiamo pensato di puntare sui giochi di luce, sui suoni e sulle parole, per invitare a una riflessione». Grazie alle luci ultraviolette hanno proposto degli effetti speciali, accompagnati da musiche all’inizio snervanti, «per riprodurre i ritmi frenetici in cui viviamo». Lo scenario cambia con un gong: la capanna si illumina e lo sfondo viene neutralizzato, il faretto occhio di bue è puntato sul presepe e l’attenzione si concentra su una frase di Madre Teresa di Calcutta. Poi tutto si spegne, per lasciare i visitatori alle loro riflessioni.