Profughi a Briosco: la risposta è arrivata. Ed è un “no”. Si è conclusa oggi, con il blocco dei traslochi, una vicenda che segnerà un punto di svolta nel sistema dell’ospitalità in Italia.

Profughi a Briosco: “No grazie”

Oggi, venerdì, è stata inviata una lettera alla Prefettura di Monza e, per conoscenza, al Comune, nella quale i condomini della palazzina di via Verdi 19 comunicano il loro rifiuto alla proposta messa sul piatto dal prefetto lo scorso giovedì mattina. Non arriveranno quindi le due famiglie di richiedenti asilo negli appartamenti al secondo piano presi in affitto dalla cooperativa “Sociosfera Onlus”.

“I miei assistiti sono molto provati da quanto è accaduto in questi giorni”, ha spiegato il legale dei residenti, l’avvocato caratese Marco Pipino. “Hanno solo voglia di tornare alla loro tranquillità. Ringraziamo comunque il prefetto per la sua disponibilità”.

Il prefetto aveva lasciato la scelta ai condomini

Tutto era iniziato lunedì l’altro, con la conferma ufficiale del trasloco di 14 richiedenti asilo nella palazzina di via Verdi al civico 19. Ne era seguito, martedì sera, un picchetto organizzato dai residenti. Al loro fianco anche diversi esponenti politici, dalla Lega ai rappresentati dell’Amministrazione comunale.

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Giovedì Comune e condomini avevano incontrato il prefetto Giovanna Vilasi che aveva proposto loro  l’insediamento di due famiglie al posto dei quattordici ragazzi. Lasciando poi a chi abita in via Verdi la facoltà di decidere se rifiutare o accettare il trasferimento.

Il lumbard Monti: “Ora il prefetto mantenga la parola”

“Avevo consigliato ai residenti di via Verdi di rimanere fermi nella loro indisponibilità ad aprire un punto accoglienza all’interno di quello che di fatto è un piccolo contesto residenziale e sono molto soddisfatto che abbia prevalso questa linea”. Così il vice capogruppo della Lega al Pirellone Andrea Monti ha commentato i recenti  sviluppi sul “caso di Briosco”.

“Il buon senso ha avuto la meglio – ha proseguito – di fronte ad una proposta che puzzava di fregatura, un contentino provvisorio per placare gli animi, nell’attesa di ben altre soluzioni. A questo punto resta solo un cosa da fare: verificare che la Prefettura sia di parola e mantenga la parola data. Così non fosse, la Lega scenderà in piazza a difesa dei residenti e del loro sacrosanto diritto ad una vita tranquilla.”

Il servizio completo sul numero del Giornale di Carate in edicola martedì 31 luglio.