Le spoglie di Rodolfo Beretta torneranno finalmente a casa. Sabato 13 ottobre lasceranno Trento per giungere nel primo pomeriggio a Villa Raverio, dov’era nato il 13 maggio del 1886.

Il soldato torna a casa

Un evento atteso da oltre un secolo. Il soldato, in forza al Quinto reggimento alpini, nel distretto militare di Monza, era infatti scomparso durante la Grande Guerra, ucciso da una slavina che lo aveva travolto il 9 novembre del 1916, mentre portava il pasto ai commilitoni in prima linea. Di lui si erano perse le tracce fino allo scorso mese di aprile quando furono identificati i resti trovati sull’Adamello ad agosto. Una vicenda che appassionò tutta l’Italia.
Sabato il sindaco Sergio Cazzaniga, i famigliari di Beretta, una rappresentanza di Penne nere ed ex Combattenti raggiungeranno Trento, con il gonfalone comunale. Dopo un momento di raccoglimento al cimitero monumentale, rientreranno in città con il feretro del soldato. Prima al Menzonigo, dov’era cresciuto, poi nella chiesetta di San Carlo. In serata, alle 19, la sala consigliare di Villa Borella ospiterà un incontro dedicato alle attività svolte per il recupero e il riconoscimento del caduto, a cura dello studioso che ha dato un nome ai resti: Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento.

Domenica la sepoltura solenne

Domenica sarà il giorno della solenne cerimonia di sepoltura. Alle 10,15 ci si ritroverà in Comune per spostarsi verso piazza Eugenio Corti. Alle 11 la messa in Basilica  celebrata da monsignor Gaetano Bonicelli, seguita dal corteo fino al cimitero per la sepoltura nella cappella dei Caduti di guerra e dei sacerdoti besanesi.

Leggi anche:  Inquinamento, “Abbassiamo il riscaldamento per combattere lo smog”

Tutti gli Alpini sono invitati a partecipare con il cappello.