Sanità in Brianza: le perplessità dei sindacati. Comunicato di Cgil, Cisl e Uil MB alla vigilia dell’assemblea dei sindaci che affronterà l’importante argomento. Il titolo del documento è eloquente: “Basta pasticci in sanità”.

Sanità in Brianza: le perplessità dei sindacati

Sanità in Brianza, i sindacati confederali di MB sono perplessi delle scelte che vengono avanti e lo anticipano in un comunicato stampa in attesa di essere ascoltati domani, 28 novembre, nell’assemblea dei sindaci in programma in Provincia.

“La scorsa settimana il Consiglio regionale della Lombardia – scrivono Cgil Cisl e Uil – ha approvato un emendamento alla Legge di programmazione economico-finanziaria, con il quale si stabilisce che da luglio 2020 verranno accorpati l’ex distretto di Desio con quello di Vimercate. Ad un anno esatto dal precedente ordine del giorno discusso in Consiglio regionale e nonostante gli impegni presi dall’assessore lombardo al welfare, si è deciso di tornare sostanzialmente alla situazione precedente il 2016, fatta salva l’allora diversa assegnazione dei servizi territoriali in capo alla ex Asl”.

“Decisioni assunte senza un’idea progettuale”

A giudizio delle organizzazioni sindacali “la decisione è assunta in assenza di criteri noti e di una idea progettuale, esattamente come era stata fatta l’operazione inversa nel 2015. Siamo sempre più convinti che la discussione sui “confini” delle Asst della Brianza sia  inadeguata. Continua a mancare una riflessione sul rapporto tra strutture ospedaliere e servizi territoriali, non è dato sapere se vi sia una definizione su ‘chi fa che cosa’ ed è scomparsa, ormai, persino l’idea dell’integrazione tra servizi sanitari e sociali”.

A questo punto Cgil, Cisl e Uil fanno un passo indietro per ricordare quanto avvenuto dal 2015 ad oggi. “La decisione, assunta nel 2015 da Regione Lombardia, di costituire Asst Monza, con la ‘fusione’ degli ex distretti di Monza e di Desio – rimarcano  – ha comportato alcuni importanti problemi sia dal punto di vista amministrativo che da quello funzionale. Erano difficoltà prevedibili e, proprio per questo, il sindacato confederale, nel 2015, era contrario a rivedere gli assetti delle strutture sanitarie.

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“Nel frattempo sono state impiegate molte energie e importanti risorse per costituire, avviare e far funzionare le attuali aziende. Altrettante verranno spese per tornare alla situazione precedente, senza che siano stati spiegati i motivi delle decisioni di quattro anni fa e di quelle attuali e senza aver migliorato i servizi per i cittadini, le dotazioni tecnologiche e le condizioni di lavoro del personale”.

“Anche il San Gerardo-Irccs apre interrogativi”

“In questo quadro – proseguono i sindacati confederali – anche l’interessante proposito di costituire un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), con il contributo dell’ospedale San Gerardo,
dell’Università degli Studi Bicocca e Fondazione Mbbm, apre interrogativi ai quali non risulta esserci ancora una risposta adeguata circa i rapporti tra l’Irccs  e le tre strutture, il destino dei servizi territoriali di Monza e dell’ex distretto, Corberi di Limbiate incluso.

“La proposta di costituire un Irccs a Monza acquista maggior senso nella prospettiva della costituzione di un’unica Asst provinciale della Brianza, comprendente anche il territorio dell’ex distretto di Monza, come da tempo propongono Cgl, Cisl e Uil territoriali, ma non pare si vada in questa direzione.

“A febbraio 2019 avevamo chiesto all’assessore regionale al welfare un percorso partecipato che coinvolgesse gli operatori, le Amministrazioni locali, le parti sociali e i cittadini per definire investimenti, missione e ruolo delle diverse strutture ospedaliere e la programmazione dei luoghi destinati a rendere più efficace l’integrazione tra servizi sociali e sanitari (Presst), il loro bacino d’utenza, le attività comuni e le professionalità necessarie. Fino a quando non verranno risolti questi nodi sarà davvero difficile garantire sostenibilità al sistema sociosanitario della Brianza e della Lombardia, avviare a soluzione i tanti problemi che lo caratterizzano, a partire dalla situazione delle liste di attesa, garantendo alta qualità dei servizi e risposte adeguate ai nuovi bisogni e alla crescente complessità delle patologie, dei disagi, delle fragilità”.

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