Sogno e magia hanno caratterizzato la lunga notte del Corteo storico medievale ideato dalla regina di Monza Ghi Meregalli 

Sogno e magia, una notte lunghissima

Come nel più bello dei sogni, o nella più incredibile delle magie, si è chiusa la 38esima edizione della Rivisitazione storica monzese.

Una giornata intensissima, quella di sabato, che come sempre ha saputo richiamare e stupire migliaia di visitatori. Affollato fin dal pomeriggio l’Arengario, sotto le cui volte si sono messi al lavoro artisti, orafi, erboristi e le famose merlettaie, a richiamare gli antichi mestieri. Con loro anche la redazione del Giornale di Monza, media partner dell’evento, che ha tenuto compagnia ai più piccoli con tanti divertenti laboratori, mentre nei pressi della Fontana delle Rane i nerboruti armati dei Visconti erano impegnati in appassionanti duelli con la spada.

In Duomo tanti ospiti

Raffinatissima la serata, che si è aperta intorno alle 21 con il corteo dei figuranti abbigliati secondo la foggia quattrocentesca che si è dipanato lungo tutto il centro storico. In mezzo alla folla gaudente assiepata ai bordi della strada. Il clou, nella piazza del Duomo, dove tutto è stato meticolosamente organizzato in attesa di veder sfilare Estore Visconti e la sua corte, protagonisti di questa edizione, dopo la cerimonia solenne di insediamento sotto la parlera dell’Arengario.

Nella platea, selezionatissima, la madrina e ideatrice della manifestazione Ghi Meregalli è stata affiancata dal sindaco Dario Allevi e dal vicepresidente della Regione Fabrizio Sala, dall’amico nonché assessore alla Cultura Massimiliano Longo, dagli assessori Andrea Arbizzoni, Pierfranco Maffè e Désirée Chiara Merlini e da una ridda di amici, fotografi e giornalisti.

Mentre tutt’attorno monzesi e turisti hanno dato vita a una calorosa onda umana.

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Tanti meravigliosi momenti

Agli occhi dei presenti si è palesata una meraviglia senza eguali. Tecnicamente ineccepibile l’esibizione degli sbandieratori, divertenti e imprevedibilmente pepate le danze ispirate alla tradizione popolare, straordinario l’incedere sinuoso sul palco ai piedi della basilica dei vari figuranti. Che ha contemplato, manco a dirlo, la ieratica Teodolinda assisa sul trono dorato, i gioielli del Tesoro, levrieri dall’aspetto fierissimo, decine di popolani con gli animali da cortile e naturalmente il coraggioso Estore con il famoso stocco e la bellissima sorella Valentina.

Fra i momenti più suggestivi l’esibizione musicale di Vincenzo Zitello, che ha messo mano a due arpe contemporaneamente e ipnotizzato il pubblico, e ancora il cammeo di ispirazione leonardesca, con il trottare vorticoso di pianeti e stelle, ideato dallo storico Ettore Radice.

A chiudere la serata, il sempre atteso spettacolo della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno. Musiche mistiche e trampolieri danzanti in mezzo a fuochi d’artificio e al tripudio di luci hanno preceduto il leggendario volo della colomba teodolindea. Sospesa su di un pallone areostatico, ammantata di un candido drappo bianco, la fascinosa acrobata ha sorvolato la testa degli spettatori ricoprendoli di polvere d’oro.

Non serve altro per spiegare l’eco lunghissimo degli applausi che ha risuonato in tutto il centro storico. Così tanta magia, e così tante emozioni, solo il corteo monzese sa regalarle.

Sulle pagine del Giornale di Monza, in edicola da oggi, martedì, tutte le foto e le curiosità.