“Questa mattina, dopo una settimana di brutto tempo, finalmente c’era un bellissimo sole, il cielo era stupendo e si prospettava una bella giornata e invece…”.

Inizia così la testimonianza della 26enne correzzanese Alice Mastronardi, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione nel pomeriggio. La giovanissima vive da un anno e mezzo ad Utrecht, la città olandese che stamattina ha fatto da teatro alla sparatoria avvenuta ad bordo di un tram.

Tre morti e 9 feriti

Tre morti e 9 feriti è il bilancio della sparatoria avvenuta a bordo di un tram a Utrecht: l’attacco in piazza 24 ottobre, una zona residenziale e periferica della città olandese. L’assalitore – un 37enne di origini turche, Gökmen Tanis – è stato catturato dopo oltre 7 ore di caccia all’uomo. Le autorità avevano diffuso una sua foto chiedendo ai cittadini, se l’avessero visto, di non avvicinarsi e segnalarne la presenza alla polizia.

Alice è un cervello in fuga

Alice si è laureata l’estate scorsa al Politecnico di Milano in Ingegneria Biomedica. E come tantissimi giovani italiani ha deciso di trasferirsi in Olanda per motivi di lavoro. Un vero e proprio cervello in fuga dal nostro Paese.

“Sono arrivata un anno e mezzo fa ad Utrecht per lavorare sul mio progetto di tesi e al tempo stavo appunto finendo la laurea magistrale in Ingegneria Biomedica e volevo fare un’esperienza all’estero – ha raccontato Mastronardi – Dopodiché l’azienda nella quale ho fatto la tesi ha puntato su di me e mi ha offerto un posto di lavoro qui in Olanda. Dopo una pausa di due mesi in Italia, l’estate scorsa mi sono laureata al Politecnico di Milano e a settembre sono tornata in Olanda e ho iniziato a lavorare proprio a Utrecht perché tramite una professoressa ho trovato un progetto di tesi in questa azienda fuori Utrecht. Amo questa città perchè qui è stupendo. Si ha realmente la possibilità di vivere, l’ambiente è bellissimo, la natura, le giornate lunghissime d’estate, i fiori, i canali. Poi Utrecht è pazzesca. È una città piccola ma bellissima, giovanissima. Appena c’è un raggio di sole si trasforma, si popola ed esplode di energia. Inoltre avendo trovato il lavoro non mi conveniva tornare in Italia”.

“Una giornata terribile”

“Stamattina sono uscita dalla mia casa in centro Utrecht col mio scooter e mi sono diretta a lavoro come tutti i giorni – ha continuato Alice – Al lavoro era tutto normale ma dopo un tre ore circa tutti i colleghi hanno hanno iniziato a controllare telefoni, a contattare persone e a leggere i notiziari. Così ho fatto anche io, abbiamo un bellissimo giornale italiano qui in Olanda. Subito ho appreso la notizia e si è un po’ scatenato il subbuglio. Ho contattato il mio migliore amico anche lui di Correzzana (Lorenzo Costa, ndr) in quanto sapevo che si trovava in centro durante la sparatoria. Fortunatamente sta bene anche lui e non gli è accaduto nulla. Abbiamo saputo che alle 10.45 appunto c’era stata una sparatoria su un tram  ma ancora non si sapeva nulla. Non si pensava ci fossero morti, solo feriti. La città era completamente ribaltata, arrivavano informazioni da chiunque. Polizia dappertutto, elicotteri. Sapevamo che tutto era chiuso, hanno chiuso le università e scuole con all’interno le persone e le autorità hanno dato massimo livello di emergenza e non si poteva andare in giro fino alle 18 di stasera. Il telefono intanto continuava a suonare, chiunque voleva sapere come stessi e se tutto andava bene. Abitando in centro ero molto preoccupata, non me la sentivo di tornare a casa sapendo che il fuggitivo potesse essere ancora in giro. Alla fine hanno dato il permesso di rientrare e ora mi trovo a casa. La città è più quieta del solito, se generalmente il traffico di biciclette è ingestibile oggi era così tranquillo. Ma l’atmosfera è abbastanza normale, le persone sono in giro, anche se meno del solito”.

Anche Lorenzo fortunatamente sta bene

Anche il 26enne Lorenzo Costa, l’altro ragazzo correzzanese  che vive ad Utrecht a poca distanza da Alice per motivi di lavoro sta bene. A rassicurare tutti ci ha pensato la mamma Anne Marie Visser.

“Lorenzo sta bene, è tutto ok fortunatamente – ha sottolieato la mamma – Stamattina, durante la sparatoria si trovava in casa e si è svegliato a causa del frastuono delle ambulanze e degli elicotteri poichè abita a poche centinaia di metri da dove è avvenuta la sparatoria. E pensare che quel tram mio figlio l’aveva preso martedì scorso. E’ andata bene”.