Sapere che la vita di un uomo la hai tra le tue mani non è cosa da poco. Ad agire ci impieghi pochi secondi, ma le conseguenze sono lunghe una vita intera.
Lo sa bene Carlo Esposito, 57 anni, luogotenente carica speciale della Guardia di Finanza premiato mercoledì scorso per un’azione eroica compiuta fuori servizio, in pausa pranzo.

Stava soffocando al ristorante

Esattamente un anno fa, a giugno del 2018, il finanziere era andato in pausa pranzo vicino alla sede delle Fiamme Gialle di via Manzoni, nel ristorante «La cucina di via Zucchi», nell’omonima via. Stava mangiando con i colleghi, una breve pausa prima di tornare al lavoro., quando ha sentito gridare una donna. Chiedeva aiuto per un uomo che stava soffocando. «Sta morendo, vi prego fate qualcosa», ripeteva la donna, mentre la persona era seduta, immobile, rossa e in asfissia.
Esposito si è precipitato a quel tavolo distante pochi metri dal suo, si è avvicinato, ha afferrato l’uomo e ha praticato su di lui la manovra di Heimlich. Pochi secondi che hanno cambiato il corso degli eventi. La sua professionalità nel praticarla, unita a un po’ di fortuna (perché a volte può capitare non funzioni anche se viene praticata correttamente) e l’uomo ha ripreso conoscenza. Capito che il finanziere gli aveva letteralmente salvato la vita, quell’uomo, un quarantenne, lo ha cercato per ringraziarlo personalmente e abbracciarlo. E ha anche scritto una commossa lettera agli organi delle Fiamme Gialle perché il luogotenente venisse insignito di un encomio per il suo intervento provvidenziale. Detto, fatto. Il riconoscimento è arrivato mercoledì durante la cerimonia per i 245 anni del corpo.

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Chi è il finanziere che lo ha salvato

Esposito ben conosceva le manovre di soccorso (e sa usare anche il defibrillatore) perché per una vita ha praticato le arti marziali, diventandone anche istruttore. Uno sport che lo ha accompagnato fin da giovanissimo e che tanto ha pesato nella sua formazione anche per le manovre di intervento in caso di emergenza. Originario di Napoli, ma monzese d’adozione dal 1986, sposato con figli, è l’esempio che un uomo delle Forze dell’ordine non si distingue nell’essere al servizio dei cittadini solo quando è al lavoro impegnato nelle inchieste, ma che è pronto a intervenire anche quando si trova libero dal servizio. Chapeau!