Ennesimo, il secondo per l’esattezza, bando per la Tangenziale tra Lissone e Monza è andato deserto. Non c’è pace per il tunnel che dovrebbe collegare l’ospedale San Gerardo e il campus universitario della Brianza con la Statale Valassina.

Tangenziale al palo: seconda fumata nera

Si è concluso tutto con l’ennesimo nulla di fatto il bando di gara per aggiudicare la conclusione dei lavori della bretella al confine tra Lissone, Monza e Vedano. Il tratto stradale, di cui ormai si parla da decenni, è diventato a tutti gli effetti la “cattedrale nel deserto” della Provincia.

Un’opera che dovrebbe servire sia agli utenti dell’ospedale, che alle centinaia di studenti che frequentano il campus dell’Università di Milano-Bicocca che i residenti della zona.

Sono proprio le famiglie della zona (in particolare quelle residenti in via Nobel a Lissone) a farne le spese. I residenti, infatti, sono costretti a dover attraversare via Boito e “circumnavigare” l’ospedale San Gerardo per raggiungere le proprie abitazioni.

A giugno c’era uno spiraglio

Lo scorso giugno era stata annunciata la nuova gara che avrebbe dovuto completare (circa 25% del totale dell’opera) i lavori di realizzazione del tratto terminale del tunnel verso la Statale 36.

Peccato però che il bando, ancora una volta, sia andato deserto, lasciando senza parole sia le istituzioni locali che le decine di famiglie costrette a un vero e proprio “giro dell’oca” per rientrare a casa.

Hq Monza: “Chiedere aiuto alla Regione”

Critica l’associazione “Hq-Monza”, da sempre attenta alla questione legata alla Variante della Sp 6, che ha proposto di chiedere un intervento a Regione Lombardia per reperire i fondi necessari alla conclusione dei lavori.

Per ragioni di mobilità, traffico e inquinamento, è urgente che la Variante Sp6 venga completata al più presto e che lo sia nella sua interezza, cioè collegando la Monza-Carate alla Strada Statale 36. Se la Provincia di Monza e Brianza non ce la fa per ragioni economiche, proponiamo che la Provincia stessa e i Comuni di Monza e Vedano chiedano un aiuto concreto alla Regione Lombardia.

Questo è stato il commento di Isabella Tavazzi, portavoce di “Hq-Monza” che ha anche sottolineato come il progetto iniziale (di ben vent’anni fa) prevedeva un collegamento anche tra l’ospedale San Gerardo e la Provinciale 6, per limitare il traffico veicolare su viale Cesare Battisti e viale Brianza a Monza.

In questo modo si finirà per realizzare un collegamento (solo dall’ospedale alla Statale 36) che certamente è utile, ma che non risolve minimamente i grossi problemi per i quali era stato pensato. Tra l’altro, in questo modo siamo anche di fronte ad un tratto stradale con un rapporto costi/benefici svantaggioso, considerati i costi di alcuni tratti in galleria in una zona caratterizzata dalla presenza di cavità sotterranee antropiche.

Ora la palla passa nuovamente nelle mani della Provincia, committente dell’opera. Sarà compito dei tecnici di via Grigna capire – con le associazioni di categoria – quali siano le motivazioni che, nonostante l’importo dell’opera (circa 3 milioni di euro già stanziati), non riescono ad attirare aziende appaltatrici.

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Nel frattempo, tanto per cambiare, non resta che attendere.

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