Crisi Mercatone Uno, la replica del deputato del Movimento 5 Stelle, Davide Tripiedi, vicepresidente della Commissione Lavoro Camera.

Tripiedi (M5S): “Sulla crisi del Mercatone Uno va fatta chiarezza”

“Nella complessa vicenda che ha visto 1860 lavoratori di Mercatone Uno ritrovarsi licenziati dall’oggi al domani, sono state spese tante parole, alcune delle quali meritano di essere analizzate a causa della loro mancanza di corrispondenza al vero – afferma il deputato desiano –  Andiamo con ordine. Pochi giorni dopo il primo tavolo di crisi tenutosi lo scorso 27 maggio al Ministero dello Sviluppo Economico, è circolato un comunicato unitario dei sindacati Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS, dove si diceva che ‘il Ministro dello Sviluppo Economico si è impegnato di fronte ai rappresentanti dei lavoratori al mantenimento dei livelli occupazionali e al riconoscimento della cassa integrazione straordinaria da subito’. E qui, il primo appunto: non è mai stato detto dal ministro Luigi Di Maio né tantomeno da nessun rappresentante del Governo di poter elargire la Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) da subito. E’ stato invece detto che la cassa integrazione sarebbe stata concessa subito dopo il passaggio, come da procedura per questa vicenda specifica, dal Tribunale competente. Prova ne è il fatto che lo stesso Di Maio usciva, quasi in contemporanea con le dichiarazioni dei sindacati, con un post in Facebook (https://www.facebook.com/522391027797448/posts/2291738147529385/) dove sottolineava, in maniera chiara, proprio questo concetto: ‘Per loro (i lavoratori) sbloccherò subito la cassa integrazione, non appena il Tribunale autorizzerà la procedura di amministrazione straordinaria’.  Per la cronaca, così, di fatto, è stato. La cassa integrazione è stata attivata un mese dopo l’inizio della crisi, quindi in tempi molto ridotti rispetto ai normali standard (https://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/comunicati/pagine/mercatone-uno-via-libera-alla-cigs-per-1824-lavoratori.aspx/)”.

“Il Governo si è subito mobilitato”

Sempre nello stesso comunicato dei sindacati, “veniva messa in risalto la seguente frase ad effetto: ‘Ad oggi il silenzio assordante del Governo è drammatico!’. Il Governo, in questa partita, non è mai stato in silenzio ma anzi, va ricordato, si è da subito preoccupato per i livelli occupazionali e prodigato a fornire la cassa integrazione ma anche a dare un aiuto concreto, grazie all’appena approvato Decreto Crescita, per tutti i fornitori e creditori truffati dalla maltese Shernon che controllava Mercatone Uno.  Non paghi, i sindacati hanno annunciato per oggi, davanti al punto vendita di Cesano Maderno, un presidio di protesta dei lavoratori. Al centro della manifestazione, il più che lecito dissenso dei bassi importi mensili della cassa integrazione percepita dai lavoratori. La motivazione dei bassi importi è però legata alla legge che stabilisce che la Cigs deve essere data proporzionalmente a quanto percepito nell’ultimo stipendio ricevuto dai singoli lavoratori, prima del fallimento dell’azienda. A causa della crisi aziendale iniziata molto tempo prima del crollo definitivo, gli ultimi stipendi erano, per tutti i lavoratori, di part-time. Quello che non viene detto dai sindacati è che l’accordo per il part-time è stato firmato anche da loro nella passata legislatura, quando a capo del Ministero dello Sviluppo Economico c’era Carlo Calenda. E retrocedere ora i contratti di lavoro ripristinando le condizioni precedenti la cessione di Mercatone Uno a Shernon Holding approvando una nuova legge che agisca retroattivamente, è purtroppo tecnicamente molto complesso se non praticamente impossibile”.

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“Non si devono illudere i lavoratori con false aspettative”

Tripiedi conclude dicendo che “i lavoratori hanno bisogno di un importante aiuto da tutte le parti interessate. Ma le parti interessate hanno il dovere di proseguire i loro lavori con lealtà e non distorcendo la realtà dei fatti. Questo genere di comportamento scorretto lede in primis i lavoratori, già ampiamente danneggiati dalla vicenda, perché li illude con false aspettative difficilmente realizzabili. Che i sindacati, per il bene dei lavoratori, arrivino a capire queste cose nel più breve tempo possibile”.