“Oggi (lunedì scorso ndr), a quella che ormai chiamo la “mia Utrecht”, e’ stata inflitta una ferita che lascerà una cicatrice profonda”. Inizia così la testimonianza del 26enne Lorenzo Costa. Il giovane, nato e cresciuto a Correzzana, dal 2015 vive nella città olandese a poche centinaia di metri da Alice Mastronardi, l’altra ragazza correzzanese che lunedì sera ha voluto raccontare alla nostra redazione la sua testimonianza sull’attentato avvenuto lunedì mattina LEGGI QUI

Lorenzo si trova ad Utrecht da oltre 3 anni

Lorenzo Costa vive nella città olandese da oltre tre anni e mezzo. “E’ stata una decisone presa di petto nel 2015 – ha raccontato il giovane –  Ho lavorato per due stagioni come animatore in Grecia per poi rendermi conto che la situazione lavorativa in Italia non sarebbe mai migliorata, passando da contratti sottopagati di tre mesi a periodi di disoccupazione. Essendo mia mamma olandese ho deciso di riscoprire le mie radici e mi sono trasferito qui. Mi sono innamorato subito di questo paese e soprattutto di questa meravigliosa città, utrecht. Una città piena di vita, una città giovane e multietnica. Ho trovato lavoro in un grande Hotel, fuori da centro, che mi ha subito offerto un contratto annuale, poi diventato indeterminato (cosa che in Italia possiamo ormai solo sognare)”.

“Mi trovavo a pochi metri da dove c’è stata la sparatoria”

Toccante la testimonianza del 26enne correzzanese che lavora in un hotel della città come cameriere.

“Lunedì mattina sono stato svegliato intorno alle 10.45 dal trambusto di elicotteri e sirene – ha raccontato Lorenzo – Ero all’ undicesimo piano di un palazzo a poche centinaia di metri da dove è accaduta la sparatoria. Sono accorse decine di ambulanze, auto della polizia, camionette blindate, elicotteri, droni. Polizia e militari in tuta da sommossa. La velocità con cui le forze dell’ordine sono intervenute è stata incredibile. Sembrava di assistere ad una scena di un film d’azione. Al telegiornale hanno comunicato lo stato di allerta livello 5, il piu alto nella scala, il più alto mai registrato nei paesi bassi. La stazione centrale è stata chiusa e messa in sicurezza, le università chiuse a chiave. Nessuno entra, nessuno esce. La tensione era altissima, siamo sotto campagna elettorale e oggi, mercoledì, si sono svolte le elezioni. Lunedì si sarebbero dovuti tenere dei comizi, i politici avrebbero dovuto tenere delle interviste. Tutto è stato bloccato, per concentrare le forze e le risorse sulla ricerca di Gokman Tanis”.

“Una atmosfera surreale”

“L’atmosfera che si respirava lunedì era surreale – ha continuato Lorenzo –  Non si è parlato d’altro, anche da me in Hotel. L’Olanda non è mai stata soggetta ad attentati, e specie dopo gli eventi in Nuova Zelanda, si temeva davvero il peggio. Alla fine non si è trattato di un attentato a sfondo religioso. Ma la reazione pubblica (mia per primo) mi ha fatto davvero riflettere. L’Olanda è un paese moderno, liberare e mai come ora multietnico. Io da straniero ammiro come cosi tante etnie possano convivere in un paese cosi piccolo. Anche a lavoro da me un buon 35% dei colleghi è musulmano. Ci si rispetta, ci si integra, ci si informa sulle rispettive culture. Ma la prima, sincera, viscerale reazione che abbiamo avuto oggi è stata la paura di un attentato da parte di fanatici islamiti. Questo è purtroppo segno che la strada verso l’integrazione è ancora lunga.
Ho provato sensazioni profondamente contrastanti in queste ultime 24 ore. Da una parte il non sentirmi piu sicuro, perche ovunque e in qualunque momento poteva esserci un nuovo attentato. Queste sono cose che vedi al telegiornale, che accadono in altri paesi. Non ti toccano mai davvero. Condividi post su Facebook e Instagram, manifestando la tua vicinanza alle vittime, ma non pensi davvero e se succedesse qui?”.

“Ho preso quello stesso tram martedi scorso”

“Ho preso quello stesso tram martedi scorso – ha continuato il 26enne –  E se fossi stato lì? La mia prima reazione è stata di scrivere ad Alice e alla mia famiglia che stavo bene. E poi non riuscivo a smettere di guardare da quella finestra all’undicesimo piano, le forze dell’ordine che accorrevano da ogni direzione, cosi piccole viste dall’alto. E in un certo senso mi ha fatto sentire al sicuro, sapere di vivere in un paese dove tutto funziona bene ed e’ organizzato in maniera efficiente. A lavoro con i miei colleghi musulmani abbiamo riso scherzato e sdrammatizzato sulla situazione, ma si leggeva negli occhi il disappunto e la paura. Si, perche anche se Gokman non era un terrorista, anche se non era un attentato a sfondo religioso, era un Turco musulmano. E noi tutti abbiamo pensato la stessa cosa. E questo fa male, e lo percepisco ancora piu intensamente essendo io stesso uno straniero.
Ci sono cosi tante cose che possiamo imparare da questo paese. Da quando vivo qui mi rendo conto di quanto l’Italia sia un paese profondamente arretrato rispetto al Nord europa. I Paesi bassi sono concentrati sulla collettività e sul futuro. Tutto quello che viene fatto (e a caro prezzo, perche’ rimane un paese davvero caro) è fatto ai fini del bene pubblico. L’assicurazione sanitaria, che paghi ogni mese, ti da davvero un servizio ottimo e veloce. I trasporti pubblici, sebbene cari, sono incredibilmente efficienti, puliti, moderni ed ecologici e collegano tutte le grandi citta’ e i sobborghi. C’e’ una diffusione incredibile di energia pulita, pannelli solari ovunque in un paese dove il sole a volte e’ solo un ricordo. Centri citta’ chiusi al traffico. Le auto elettriche sono una realtà diffusa ovunque. Ma soprattutto l’impegno politico per i diritti dell’uomo. I diritti per la comunita’ LGBT vengono difesi e migliorati continuamente, si fa di tutto per integrare chiunque e garantire a tutti il sacrosanto diritto alla propria felicità. Si accolgono rifugiati di guerra (soprattutto dalla Siria), si offre un corso di olandese agli stranieri che vogliono rimanere in questo piccolo paese.
Credo davvero che quello che e’ accaduto oggi lascera’ un profondo segno in questo piccolo paese. Essendo in periodo elettorale, lo scontro tra Destra e Sinistra si fara’ ancora piu intenso. E credo anche sia ormai innegabile il fatto che la gente abbia paura. La sensazione di impotenza che oggi abbiamo provato non ce la scorderemo facilmente. Ma gli olandesi sono un popolo forte. Pedalano ogni giorno per chilometri in bicicletta sotto le peggiori tempeste, supereranno anche questa”.